Arriva il nuovo bonus bebè 2026. La misura prevede un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato, adottato o accolto in affidamento preadottivo a partire dal 1° gennaio 2025. Il bonus nasce dall’articolo 1, comma 206, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, cioè la legge di Bilancio 2025, e punta a incentivare la natalità e a ridurre le spese che le famiglie affrontano nei primi mesi di vita di un figlio.
Per il 2026 il legislatore conferma il bonus e introduce alcune modifiche attraverso la legge di Bilancio 2026. In particolare, l’articolo 1, comma 208, della legge n. 199/2025 stabilisce un nuovo criterio di calcolo dell’ISEE valido per le prestazioni familiari e per l’inclusione. Questo criterio esclude dal calcolo le somme ricevute tramite Assegno Unico e Universale. Il legislatore ha introdotto questa correzione per evitare che le famiglie che già percepiscono l’assegno risultino svantaggiate nella verifica del requisito economico.
Chi può richiederlo
L’INPS comunicherà la data di apertura delle domande per il 2026 con un messaggio successivo alla circolare dedicata. Per ottenere il bonus nuovi nati 2026, il richiedente deve rispettare contemporaneamente i requisiti di cittadinanza, residenza, condizione economica e data dell’evento, cioè nascita, adozione o affidamento preadottivo.
Possono accedere al contributo i cittadini italiani e quelli di uno Stato membro dell’Unione europea, insieme ai loro familiari extracomunitari che possiedono il diritto di soggiorno o di soggiorno permanente. Possono fare domanda anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, i titolari di permesso unico di lavoro valido per più di sei mesi e i titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca con autorizzazione a rimanere in Italia oltre sei mesi. La normativa equipara ai cittadini italiani anche gli apolidi, i rifugiati politici e i titolari di protezione internazionale.
Per i cittadini del Regno Unito conta la data di residenza in Italia. Chi risultava residente entro il 31 dicembre 2020 riceve lo stesso trattamento dei cittadini dell’Unione europea, mentre chi ha trasferito la residenza dopo quella data deve rispettare le regole previste per i cittadini extracomunitari. Anche i cittadini non comunitari con un permesso di soggiorno di durata almeno annuale possono accedere al bonus, in linea con la normativa europea e con gli orientamenti della Corte di Giustizia dell’Unione europea, anche se la norma istitutiva non li cita esplicitamente.
Requisiti economici
Il genitore che presenta la domanda deve risiedere stabilmente in Italia dalla data dell’evento fino al momento della richiesta. La residenza deve essere reale e continuativa, perché la misura sostiene la natalità sul territorio nazionale e richiede una presenza effettiva. Il nucleo familiare deve avere un ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione non superiore a 40.000 euro. Nel calcolo, si sottraggono gli importi percepiti tramite Assegno Unico e Universale dopo aver eliminato l’effetto della scala di equivalenza.
Un esempio chiarisce il meccanismo. Se un nucleo presenta una scala di equivalenza pari a 3,10 e ha ricevuto 3.100 euro di Assegno Unico, il calcolo esclude 1.000 euro. Se l’ISEE iniziale ammonta a 41.000 euro, il valore valido ai fini del bonus scende a 40.000 euro e consente quindi l’accesso al contributo.
Per il 2026, il figlio deve nascere, entrare in famiglia tramite adozione oppure tramite affidamento preadottivo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Nel caso di adozione o affidamento, il bonus riguarda esclusivamente i minori.
Nel caso dell’affidamento preadottivo, conta la data di ingresso del minore nella famiglia adottante, indicata nell’ordinanza del Tribunale per i minorenni che dispone l’affidamento. Non rileva invece la data della sentenza definitiva di adozione, che può arrivare anche dopo molti anni. Questa scelta permette alle famiglie di ricevere il sostegno economico fin dal momento in cui il bambino entra concretamente nel nucleo familiare, senza attendere la conclusione del procedimento giudiziario.




