sabato, 14 Marzo 2026
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L’indagine partita da una segnalazione del National Center for Missing & Exploited Children. Nei dispositivi anche foto di alunne modificate con l’IA

Bidello arrestato nel Catanese: trovato con ingente materiale pedopornografico

Un collaboratore scolastico di 58 anni, residente in provincia di Catania, è stato arrestato con l’accusa di detenere un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. L’uomo prestava servizio in un istituto di istruzione secondaria della zona e, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe gravemente indiziato di possesso di immagini e video di pornografia minorile.

L’inchiesta ha preso avvio da una segnalazione dell’organizzazione non governativa statunitense National Center for Missing & Exploited Children, che monitora la diffusione online di materiale illegale e collabora con le forze di polizia di diversi Paesi. L’organizzazione aveva individuato il profilo di un utente ritenuto italiano il cui account conservava in memoria numerosi file contenenti immagini e video di abusi su minori.

A partire da quella segnalazione sono state avviate approfondite investigazioni informatiche che hanno consentito agli investigatori di risalire all’identità del presunto responsabile. Le successive perquisizioni sui dispositivi elettronici in suo possesso hanno portato al rinvenimento di una quantità considerevole di materiale pedopornografico, tra cui immagini e filmati con vittime in età infantile e scene di zooerastia.

Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania. Attualmente l’indagato si trova agli arresti domiciliari, mentre proseguono gli accertamenti investigativi.

Durante le attività di indagine è emerso inoltre un ulteriore elemento ritenuto particolarmente grave. Nei dispositivi sequestrati sarebbero state trovate diverse fotografie digitali scattate all’interno dei locali scolastici, nelle quali comparivano alcune alunne minorenni dell’istituto. In alcuni casi, secondo gli investigatori, le ragazze sarebbero state riprese a loro insaputa.

Le immagini sarebbero poi state modificate attraverso specifici programmi di intelligenza artificiale rinvenuti nei computer e negli altri dispositivi dell’indagato. Utilizzando una tecnica nota come “deep-nude”, le fotografie delle studentesse sarebbero state alterate digitalmente per simulare la nudità delle minori, accostando inoltre le loro figure all’immagine dello stesso indagato.

Il materiale informatico è stato sequestrato e sarà ora oggetto di ulteriori analisi da parte degli investigatori.

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