La giustizia ha emesso le sentenze di appello per la cosiddetta “banda dello Sperone”, accusata di furti di automobili e richiesta di riscatti fino a 2.500 euro per la loro restituzione. I giudici hanno condannato in totale nove imputati, riducendo la pena a chi ha concordato con la Procura generale e confermando integralmente le condanne per gli altri. Tra gli imputati figura anche il funzionario della Motorizzazione civile Luigi Costa, già processato per corruzione.
L’indagine, avviata nel giugno 2022 grazie a un’impronta su un’auto rubata a Villabate, aveva smascherato la banda dello Sperone specializzata nel “cavallo di ritorno”, chiedendo riscatti tra 1.000 e 2.500 euro. In appello, i giudici hanno concesso sconti di pena ad alcuni imputati, tra cui Luigi Costa, e hanno confermato le condanne di Emanuele Macaluso, Francesco Mandalà e Giuseppe Bambina.
Secondo la ricostruzione della Procura, coordinata dal sostituto Alessandro Macaluso, la banda aveva come base operativa il quartiere Sperone di Palermo. La banda manometteva alcune auto rubate: alterava i numeri di telaio, spesso copiando quelli di veicoli incidentati, per poi immetterle sul mercato dell’usato. Luigi Costa avrebbe facilitato la modifica della destinazione d’uso dei mezzi, da autocarro ad autovettura, senza alcun controllo o requisito formale, consentendo di completare il giro illecito.




