Proseguono senza sosta le indagini sulla tragedia avvenuta venerdì scorso in via Ruggero Marturano, a Palermo, dove due operai hanno perso la vita in seguito al crollo di una gru. Nella giornata di oggi sono state eseguite le autopsie sui corpi delle vittime presso l’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo, alla presenza dei consulenti incaricati dalla Procura.
Gli esami autoptici, preceduti da una Tac e da una serie di accertamenti specialistici, hanno confermato che il decesso è stato provocato dai gravissimi traumi riportati dopo la caduta da un’altezza di oltre trenta metri. Un volo che non ha lasciato scampo a Najahi Jaleleddine, tunisino di 41 anni, e Daniluc Tiberi, romeno di 51.
I due operai si trovavano all’interno del cestello di una gru che li aveva sollevati fino al decimo piano di un edificio all’angolo con via Ammiraglio Rizzo. Improvvisamente, il braccio del mezzo si è piegato, provocando il crollo del cestello e lo sbalzo nel vuoto dei lavoratori.
Nel frattempo, proseguono anche gli accertamenti tecnici affidati alla polizia scientifica, che sta portando avanti una complessa ricostruzione tridimensionale della scena dell’incidente. Attraverso il laser scanning 3D verranno analizzati nel dettaglio tutti gli elementi coinvolti: la struttura della gru, la tettoia sfondata del negozio di pneumatici sottostante, l’altezza del palazzo e la distanza tra il mezzo e il punto esatto in cui gli operai stavano lavorando.
L’obiettivo è quello di ricostruire con precisione millimetrica la dinamica del cedimento e capire cosa abbia causato il cedimento del braccio della gru. Un passaggio fondamentale per accertare eventuali responsabilità e verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro.




