sabato, 5 Aprile 2025

Emergono nuovi dettagli dalla ispezione cadaverica: fatale il taglio sul collo

Autopsia, su Sara Campanella cinque coltellate: aggredita alle spalle

Aggredita alle spalle, senza possibilità di difendersi. È questo lo scenario che emerge dai primi esiti dell’autopsia eseguita sul corpo di Sara Campanella, la studentessa di 22 anni uccisa lo scorso 31 marzo a Messina dal collega universitario Stefano Argentino, reo confesso dell’omicidio.

L’esame autoptico, durato oltre quattro ore e condotto dalla dottoressa Elvira Ventura Spagnolo su incarico della Procura, ha confermato che a causare la morte è stata una grave emorragia dovuta alla lesione dei vasi del collo. Ferite importanti sono state riscontrate anche sul dorso, un dettaglio che suggerisce come Sara potesse essere stata colpita mentre aveva le spalle rivolte verso il suo aggressore. In sala era presente anche il medico legale Antonino Bondì, consulente nominato dalla famiglia Campanella.

I primi soccorsi prestati da tre infermieri presenti sul posto, seguiti dalle manovre di rianimazione al Policlinico di Messina, purtroppo non sono riusciti a salvare la giovane.

Restano ancora da chiarire le modalità esatte dell’aggressione: Argentino, 27 anni, durante l’interrogatorio di garanzia ha ammesso le proprie responsabilità ma non ha fornito spiegazioni dettagliate. Gli inquirenti ipotizzano l’uso di un coltello, compatibile con le ferite riscontrate. La conferma definitiva arriverà entro 45 giorni, quando saranno disponibili i risultati degli esami istologici.

Nel frattempo le indagini, coordinate dai pm Alice Parialò e Marco Colamonici con la supervisione del procuratore Antonio D’Amato, proseguono. Ieri mattina è stato posto sotto sequestro l’appartamento in centro città dove Argentino viveva da fuori sede. Dopo l’omicidio, il giovane ha cercato rifugio nella sua Noto, in un bed and breakfast dove è stato rintracciato dai carabinieri e arrestato in nottata. Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire se qualcuno possa averlo aiutato nella fuga.

Dopo il delitto, l’omicida avrebbe chiamato la madre dicendole che voleva farla finita perché la sua vita era un fallimento. La donna si sarebbe precipitata a Messina, a quanto pare ignara del gesto atroce compiuto dal figlio, e lo avrebbe riportato a Noto. Secondo la sua versione, raccontata dai suoi legali, avrebbe scoperto dell’omicidio a pochi chilometri da casa. Gli avvocati escludono il favoreggiamento da parte della donna.

Ascolta l’audio choc tra Sara Campanella e il suo aggressore: lei lo rifiutava in maniera categorica e lo invitava a lasciarla in pace, ma Argentino non le dava tregua con la sua insistenza e con i continui pedinamenti.

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