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	<title>Marco Giacalone, Autore presso Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>Marco Giacalone, Autore presso Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Una &#8220;battaglia&#8221; tutta siciliana: Alfa accende il pubblico a colpi di arancine</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/alfa-concerto-castellammare-del-golfo-arancine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 20:01:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Castellammare del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo Castellammare del Golfo, si attende la replica a Catania</p>
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<p>Una serata calda, una piazza gremita e un artista in grande forma. Ieri sera a Castellammare del Golfo, davanti a oltre 3000 persone, il giovane cantautore <strong>Alfa</strong> ha infiammato il pubblico con i suoi successi e, soprattutto, con un siparietto tutto da ridere che ha messo d’accordo… nessuno.</p>



<p>Durante l’esibizione, il cantante ha preso una pausa dal canto per affrontare con apparente serietà uno dei dibattiti più accesi dell’isola: <strong>l’arancina è maschio o femmina</strong>?<br>“Stasera devo parlarvi di una cosa importante”, ha detto Alfa con tono solenne. I presenti si sono zittiti, qualcuno forse ha temuto un annuncio struggente. E invece… sorpresa! “C’è una guerra aperta tra la Sicilia occidentale e quella orientale”, ha continuato. “Qui dite arancina… là dicono arancino. Ma chi ha ragione?”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250712-WA0071-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-35979" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250712-WA0071-1024x576.jpg 1024w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250712-WA0071-300x169.jpg 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250712-WA0071-768x432.jpg 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250712-WA0071-1536x864.jpg 1536w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250712-WA0071-150x84.jpg 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250712-WA0071-696x392.jpg 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250712-WA0071-1068x601.jpg 1068w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250712-WA0071.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>“Facciamo la prova del pubblico. Io grido ‘Aranci’ e voi rispondete…?” “NAAA!” ha urlato compatto il mare di gente, divertito e complice. Il gioco si è ripetuto più volte, tra risate e applausi. Ma il vero verdetto lo rimanda alla sera successiva: “Domani lo faccio anche a Catania… vediamo chi grida più forte!”. Per ora, a Castellammare, l&#8217;arancina ha vinto a mani basse. Ma stasera tocca a Catania. Che la sfida continui!</p>
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		<title>Squadra di calcio dell&#8217;Ordine dei Medici di Palermo è campione d&#8217;Italia in Albania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 08:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Medici Trinacria  Palermo ha dimostrato una supremazia indiscutibile, vincendo le tre partite di qualificazione con risultati netti</p>
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<p>Valona, Albania – La squadra di calcio dell&#8217;Ordine dei Medici di Palermo, la Medici Trinacria Palermo, ha conquistato il titolo di campione d&#8217;Italia nella ventiduesima edizione del Campionato Italiano Medici, svoltasi dal 22 al 29 giugno a Valona. L’evento è stato organizzato dalla ASD Nazionale Medici Calcio in collaborazione con l’AICS.</p>



<p>Nel corso del torneo, i medici palermitani hanno dimostrato una supremazia indiscutibile, vincendo le tre partite di qualificazione con risultati netti, accedendo così direttamente alla semifinale. Qui hanno affrontato i campioni uscenti del Napoli, vincendo per 2 a 1 in una partita combattuta. La finale, disputata nello storico stadio del Flamurtari di Valona, ha visto i palermitani opporsi al Cosenza, pluricampione della manifestazione. I gol di Dario Costa e del capitano Claudio Di Gangi hanno portato la squadra siciliana in vantaggio per 2 a 0. Nonostante il tentativo di rimonta dei cosentini, con una rete segnata a cinque minuti dalla fine, i medici palermitani sono riusciti a mantenere il vantaggio, conquistando una vittoria sofferta ma meritata.</p>



<p>Oltre al tecnico Giuseppe Massei, quest&#8217;anno la squadra è stata gestita anche dal grande Giacomo Tedesco, ex giocatore del Palermo Calcio, che ha contribuito significativamente al successo del team. La competizione, ospitata per la prima volta a Valona, è stata il risultato della collaborazione tra l&#8217;ASD Nazionale Medici Calcio, guidata dal presidente Giovanni Borrelli, e l’amministrazione comunale di Valona. Le partite si sono svolte nello stadio del Flamurtari e nella struttura del Laberia, con il quartier generale delle squadre al Priam Hotel Luxury Resort.</p>



<p>Oltre all’aspetto sportivo, il torneo ha incluso un congresso scientifico sul tema “L’importanza dell’integrazione alimentare a quattro anni dalla pandemia” e un’iniziativa benefica a favore della SHKOLLA SPECIALE PLM di Valona, un’associazione locale che si occupa di bambini con disabilità. Il presidente Teodoro Guzzetta ha dichiarato: &#8220;Non ci sembra vero ma siamo Campioni d&#8217;Italia. Emozioni forti, intense. Vittoria meritata con la fortuna che finalmente ha girato a nostro favore. Ma la fortuna aiuta gli audaci e chi, come ognuno di noi, è risultato impeccabile nei comportamenti, nella lealtà sportiva e nella determinazione. Ci abbiamo creduto fino alla fine, fino all&#8217;ultimo secondo. Siamo stati straordinari, meravigliosi. Dobbiamo essere veramente orgogliosi perché abbiamo rappresentato principalmente l&#8217;esempio positivo del nostro essere Medici&#8221;. </p>
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		<title>Giustizia o vendetta? Ergastolo o pena di morte? L&#8217;Italia si interroghi</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/giustizia-o-vendetta-ergastolo-o-pena-di-morte-litalia-si-interroghi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 08:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dobbiamo riflettere su chi vogliamo realmente essere come società</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/giustizia-o-vendetta-ergastolo-o-pena-di-morte-litalia-si-interroghi/">Giustizia o vendetta? Ergastolo o pena di morte? L&#8217;Italia si interroghi</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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<p>L&#8217;arresto in Germania di Filippo, ex fidanzato di Giulia e principale sospettato del suo omicidio, ha riacceso un dibattito cruciale in Italia: la nostra risposta ai crimini più efferati. Il caso, che segue una serie di altri fatti di cronaca drammatici, solleva una domanda fondamentale: cerchiamo giustizia o vendetta?</p>



<p>La pena di morte in Italia è un ricordo lontano, abolita con la nascita della Repubblica nel 1948. Questa decisione, radicata in un profondo rispetto per la dignità umana, pone l&#8217;Italia in netto contrasto con molti altri paesi dove la pena capitale è ancora in vigore. Ma episodi recenti, come la scarcerazione di Dimitri Fricano, condannato per aver ucciso la fidanzata con 57 coltellate, sollevano interrogativi sulla nostra percezione della giustizia.</p>



<p>Prendiamo il caso di Annamaria Franzoni, condannata per l&#8217;omicidio del figlio e ora tornata alla vita quotidiana. O di Erika, coinvolta nel delitto di Novi Ligure, che oggi lavora in un&#8217;azienda agricola. Questi esempi, insieme alla liberazione di Ruggero Jucker, autore di un omicidio brutale, illustrano un sistema giudiziario che per alcuni appare inefficace, incapace di offrire una giusta punizione.</p>



<p>La domanda diventa quindi: cosa cerchiamo realmente attraverso il nostro sistema di giustizia? La nostra ricerca è per una giustizia equa, che punisce ma anche rieduca, o siamo mossi da un desiderio di vendetta, una risposta emotiva agli orrori dei crimini commessi?</p>



<p>Non si può ignorare il dolore e la rabbia delle famiglie delle vittime. Il loro desiderio di vedere i colpevoli pagare pienamente per i loro atti è comprensibile. Ma è essenziale distinguere tra giustizia e vendetta. La prima cerca il ripristino dell&#8217;ordine e il riconoscimento del danno causato, mentre la seconda è guidata dal desiderio di infliggere dolore in cambio del dolore subito. Ma cosa significa realmente questo ripristino dell&#8217;ordine o il riconoscimento del danno per un padre che ha perso tragicamente sua figlia, vittima di un crimine orrendo e irrimediabile? Nessuna sentenza può realmente &#8216;ripristinare l&#8217;ordine&#8217; distrutto da una bestia. La giustizia diventa più di una semplice applicazione di leggi e pene, diventa un processo di riconoscimento del dolore immenso e irrimediabile. È qui che la giustizia si distingue dalla vendetta &#8211; non cerca di replicare il dolore, ma di riconoscerlo.</p>



<p>Dobbiamo riflettere su chi vogliamo essere come società. Il grido della popolazione per il ritorno della pena di morte non è solo una risposta emotiva ai crimini; riflette anche una profonda sfiducia verso le nostre istituzioni e il sistema giudiziario e questo sentimento di sfiducia non nasce dal nulla. È il risultato di anni di percezioni di ingiustizie, di pene percepite come inadeguate o di procedimenti giudiziari che sembrano non tenere conto del dolore delle vittime e delle loro famiglie.</p>



<p>La necessità che la giustizia sia non solo fatta, ma anche percepita come tale, si fa ancora più urgente quando si tratta di femminicidio, mancano ancora leggi adeguatamente forti e un approccio culturale coerente. Il dibattito si accende nelle scie emotive di tragedie come l&#8217;omicidio di Giulia, per poi rapidamente spegnersi, lasciando il posto a un silenzio colpevole fino al prossimo episodio di violenza. Questa ciclicità di indignazione e oblio non solo fallisce nel produrre cambiamenti significativi, ma anche nel riconoscere e affrontare le radici profonde del problema, ovvero una società che ancora lotta per affrontare le dinamiche di potere, le disuguaglianze di genere e la violenza domestica. Occorre educazione, prevenzione ed una legislazione che non solo punisca i colpevoli, ma che lavori attivamente per prevenire queste tragedie.</p>



<p>In questo contesto, il ruolo dei giovani diventa fondamentale. È essenziale che i ragazzi siano educati su temi come il rispetto reciproco, l&#8217;uguaglianza di genere e l&#8217;importanza del consenso. Questa educazione non dovrebbe limitarsi ai confini delle aule scolastiche, ma estendersi in ogni aspetto della loro vita quotidiana &#8211; nei media, nelle loro interazioni sociali, nelle loro famiglie. Bisogna incoraggiare discussioni aperte e oneste sulle relazioni, su possesso, sul rispetto dei limiti e sulla gestione dei conflitti..</p>



<p>Come Paese che ha detto no alla pena di morte, l&#8217;Italia ha già scelto un cammino di rispetto e dignità umana. Ora, vogliamo anche una giustizia che sia veramente giusta e umana.</p>
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		<title>Assessora, sindaca, avvocata: i femminicidi non si risolvono con le parole vuote</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/assessora-sindaca-avvocata-i-femminicidi-non-si-risolvono-con-le-parole-vuote/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 10:26:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni nuovo caso di violenza contro le donne è una testimonianza sanguinante del fallimento delle nostre priorità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una spinta per cambiare il linguaggio, introducendo termini come &#8216;avvocata&#8217;, &#8216;sindaca&#8217;, &#8216;assessora&#8217;, nel nome dell&#8217;uguaglianza di genere. Ma di fronte a tragedie come l&#8217;uccisione di Giulia Cecchettin, non possiamo che chiederci: serve davvero a qualcosa?</p>



<p>Questa tragedia ci mostra in modo crudele che la risposta è no. Il cambiamento linguistico è un esercizio superficiale e, peggio, un diversivo dalle questioni urgenti che richiedono azioni concrete. È una cortina fumogena che nasconde l&#8217;incapacità o la riluttanza a combattere la vera radice del problema: la violenza di genere radicata nella società. Non è cambiando il genere delle parole che si salveranno vite. </p>



<p>Ciò che serve sono riforme legislative rigorose, campagne di sensibilizzazione effettive, risorse adeguate per le vittime di violenza e un cambiamento culturale profondo. Guardiamo ad esempio alla Spagna, dove le leggi contro la violenza sulle donne hanno avuto un impatto tangibile, mostrando che le azioni concrete possono fare la differenza. L&#8217;attuale ossessione con il linguaggio è un tragico esempio di come abbiamo perso di vista l&#8217;obiettivo. Ogni nuovo caso di femminicidio è una testimonianza sanguinante del fallimento delle nostre priorità. È tempo di svegliarsi e realizzare che senza un intervento reale e sostanziale, continueremo a contare i corpi delle vittime, mentre discutiamo su come chiamarle.</p>
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		<item>
		<title>Bullismo: la tragedia di Gabriele, 220 giorni per dimenticare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 20:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È tempo di agire, di fare una vera autocritica come individui, come società, come genitori, come educatori</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Mancano 41 giorni a Natale.</strong> Oggi, le strade di Palermo hanno accolto in silenzio il corteo funebre di Gabriele, 13 anni, una giovane vita spezzata dall&#8217;atroce peso del bullismo. Un ragazzo come tanti, con sogni, paure e una gioia di vivere sopraffatta dalla crudeltà. Mentre la città piange Gabriele, si avvicina il Natale, un tempo di gioia, ma per alcuni, un promemoria di ciò che abbiamo perso.</p>



<p><strong>Mancano 48 giorni a capodanno</strong>. Con l&#8217;anno nuovo, arriveranno promesse e buoni propositi. Si parlerà di cambiamento, di speranza. Ma cosa cambierà realmente per i ragazzi come Gabriele? La società, la scuola, le famiglie &#8211; tutti proclamano la loro indignazione &#8211; ma a Capodanno che dobbiamo fare?</p>



<p><strong>Mancano 104 giorni a Carnevale</strong>. Quando le strade si riempiranno di maschere e colori, ricordiamoci delle maschere che molti giovani indossano ogni giorno. Maschere di felicità, di normalità, nascondendo la loro sofferenza e la paura di affrontare la vita. Il bullismo non è un gioco di Carnevale, ma una crudele realtà che distruggere vite. Tra coriandoli e stelle filanti, vi ricorderete di Gabriele?</p>



<p><strong>Mancano 161 giorni a Pasqua. </strong>La rinascita e la speranza caratterizzano la Pasqua; della disperazione e della solitudine non ne parliamo più. Celebriamo la diversità in teoria, ma nella pratica, non siamo pronti ad accettare e sostenere tutti, indipendentemente dalla loro identità. Il ricordo è soffocato dalla routine quotidiana e dalla riluttanza a guardare in faccia la realtà.</p>



<p><strong>Mancano 220 giorni all&#8217;inizio dell&#8217;estate.</strong> Quando arriverà il 21 giugno, l&#8217;inizio dell&#8217;estate, la storia di Gabriele sarà, per molti, un ricordo sbiadito. Oggi, mentre la sua assenza pesa come un macigno, ci chiediamo: quanto a lungo la sua memoria peserà sulle nostre coscienze? Il dolore e la perdita che la sua famiglia, i suoi amici e tutti coloro che hanno conosciuto la sua luce vivono, non svaniranno con l&#8217;arrivo del sole estivo. La lotta contro il bullismo, contro l&#8217;indifferenza che permette a tali tragedie di ripetersi, non può essere messa da parte come un cappotto invernale.</p>



<p>Mentre celebriamo il sole e il calore, non dimentichiamo il freddo lasciato dalla perdita di Gabriele.</p>



<p>Ogni giorno senza azione è un altro giorno perso e non possiamo permettere che la storia di Gabriele, e di tanti altri ragazzi e ragazze, diventi solo una vecchia pagina di cronaca.</p>



<p><strong>Abbiamo 220 giorni per NON dimenticare</strong>.</p>
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		<title>Il colpo di genio: tre nuove caselle email per combattere la povertà</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/il-colpo-di-genio-tre-nuove-caselle-email-per-combattere-la-poverta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 16:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siglato un accordo tra Regione Siciliana, Assessorato Politiche Socio Sanitarie del Comune di Palermo, la Direzione Provinciale Inps  ed il centro per l’impiego: per comunicare meglio tra loro e fare rete saranno attivate tre caselle Email</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In un mondo dove l&#8217;innovazione tecnologica avanza a ritmi vertiginosi, Palermo ha deciso di fare un passo audace nel futuro, sfruttando una tecnologia rivoluzionaria per affrontare problemi socio-economici: le email. Sì, avete letto bene. Tre nuove caselle email interne per affrontare la questione del Reddito di Cittadinanza. Perché chi ha bisogno di software complessi, piattaforme integrate e soluzioni avanzate quando si ha… l&#8217;email?</p>



<p>Gli uffici coinvolti potranno finalmente &#8220;celermente comunicare tra loro&#8221;, come se prima di questo geniale accordo, fossero separati da mari e monti e comunicassero attraverso messaggi in bottiglia. Ah, l&#8217;efficienza del XXI secolo! E non dimentichiamoci della rivoluzione per i cittadini, che &#8220;eviterà di far girare per i diversi uffici&#8221; &#8211; perché niente è più rassicurante di sapere che il tuo futuro economico dipende da un clic su &#8216;Invia&#8217;.</p>



<p>E aspettate un attimo, non finisce qui! La nota ci assicura che &#8220;condividere e fare rete tra enti è sempre testimonianza di buona amministrazione&#8221;. Ci si potrebbe chiedere se in passato questi enti abitassero in universi paralleli e avessero appena scoperto l&#8217;interazione umana.</p>



<p>Alla fine, non possiamo che complimentarci con l’Assessore Pennino e con tutti gli altri per questa svolta futuristica. Tre email. E chi l&#8217;avrebbe mai detto? In un mondo di intelligenza artificiale, realtà virtuale e reti neurali, Palermo ci ricorda che la semplicità, a volte, può essere la chiave. O forse, solo forse, potremmo riflettere un po&#8217; di più prima di festeggiare soluzioni apparentemente banali per problemi così complessi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/il-colpo-di-genio-tre-nuove-caselle-email-per-combattere-la-poverta/">Il colpo di genio: tre nuove caselle email per combattere la povertà</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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