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	<title>Marco Apprendi, Autore presso Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
	<lastBuildDate>Sat, 06 Jun 2026 08:31:11 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Marco Apprendi, Autore presso Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Palermo, stop alle suggestioni: prima si cedano gli esuberi </title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-stop-alle-suggestioni-prima-si-cedano-gli-esuberi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Apprendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dybala ed El Sharaawy accostati ai rosanero in attesa del sempre presente Balotelli</p>
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<p>Il campionato di Serie B 2025/2026 é da poco terminato e la tifoseria del Palermo sembra aver già metabolizzato la rabbia per non aver conquistato (anche per quest’anno) il passaggio alla categoria superiore. Inutile stare a recriminare sui vari “come sarebbe andata se…”, c’è immediatamente da costruire un futuro che non ammetterà alibi di sorta: la promozione in Serie A è un passaggio di crescita obbligato per un un gruppo economico come il CFG. Successi enormi dal punto di vista organizzativo, del marketing e della diffusione del brand Palermo in tutto il mondo. Tuttomoltobello, avrebbe detto d’un sol fiato l’immenso Bruno Pizzul, ma è ora anche di mietere successi sul rettangolo verde.</p>



<p>Dal primo luglio partirà ufficialmente il calciomercato ed ecco che immancabili hanno cominciato a fare capolino le prime suggestioni. Se un tempo non passava estate senza che Balotelli venisse accostato al Palermo, adesso i nomi sono diversi e tutti molto fantasiosi. Ma, se la squadra di Inzaghi vuole partire con il piede giusto, oltre a rinforzare il gruppo dei titolarissimi con tre/quattro innesti di spessore, occorre in primis fare un repulisti di tutta una serie di calciatori che evidentemente non risultano funzionali al progetto dell’allenatore piacentino.&nbsp;</p>



<p>E non vorremmo essere nei panni del Direttore Sportivo, Carlo Osti. Perché si tratterà di concordare prestiti secchi (anche con accollo di stipendio a carico della società rosanero) o rescissioni con tanto di buonuscita. Operazioni a perdere che, comunque, avranno un impatto negativo sulle casse del Palermo.&nbsp;</p>



<p>Il passo successivo deve essere quello di rimpinguare la rosa con elementi che da subentranti possano fare la differenza (Monza docet). É necessario dare profondità alla panchina di mister Inzaghi per poter concedere fiato e minuti a chi, nell’arco del torneo, dovesse avere un fisiologico momento di appannamento.</p>



<p>Non parliamo di Dybala il cui valore e amore per Palermo sono assoluti, ma guai a pensare che la squadra rosanero possa essere un cimitero di elefanti. La tifoseria che assiepa il Barbera ha già avuto modo di constatare che non sono le “figurine” a consentire la vittoria del campionato.&nbsp;</p>



<p>In viale del fante stanno già studiando e, fra poco più di un mese, le cose cominceranno ad avere un senso diverso. In attesa, naturalmente, della bomba di mercato di mezza estate: “Balotelli vicinissimo al Palermo”.</p>
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		<title>Palermo, niente storia: si passa alla geografia &#8211; LE PAGELLE</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-niente-storia-si-passa-alla-geografia-le-pagelle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Apprendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 23:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non bastano due gol ed un Palumbo formato XXL: il Catanzaro elimina i rosanero. L'anno prossimo sarà il quinto campionato in Serie B</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Palermo avrebbe voluto riscrivere la storia ma – ahinoi &#8211; la rivoluzione francese rimarrà quella, la scoperta dell’America sarà esattamente come l’abbiamo conosciuta finora e rimontare un 3-0 continuerà ad essere un’impresa più unica che rara. In compenso ai rosanero toccherà, invece, ripassare geografia. Sì, la geografia calcistica del campionato di Serie B 2026/2027 che vedrà la squadra di Inzaghi disputare il suo quinto torneo consecutivo in cadetteria. Diciamocela tutta: ribaltare il risultato sarebbe stata una missione quasi impossibile anche per Chef Borghese, figuriamoci per Chef Inzaghi che per tutto l’anno ci ha parlato della partita di Chiavari come di un evento epocale e di un campionato anomalo, solo perchè c&#8217;era chi correva più di lui. </p>



<p>Ma vabè, prendiamola così, non possiamo farne un dramma, diceva Battisti. E in fondo – come dicono quelli della Lega (la Lega B, attenzione!) – quello cadetto è “il campionato degli italiani”. E non siamo forse italiani noi? Dai, cancelliamo tutti i brutti pensieri e consoliamoci con una buona notizia: il Palermo potrà giocare nuovamente a Chiavari. E finalmente avremo qualcos’altro da raccontarci.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>POHJANGOL GUIDA L&#8217;ASSEDIO</strong></h2>



<p>I rosanero spingono sull’acceleratore più di Kimi Antonelli e al 3° minuto quel diavolaccio biondo proveniente dalla terra finnica di nome Joel e cognome Pohjanpalo porta in vantaggio la squadra di Inzaghi. Il Catanzaro prova ad affacciarsi dalle parti di Joronen ma il Palermo è un toro scatenato che vede rosso anche nelle maglie giallorosse che non hanno nulla né di giallo né di rosso. Le occasioni – per dirla come il compianto Aldo Biscardi – fioccano come nespole, ma di entrare in porta non se parla. L’irreprensibile Marcenaro da Genova manda tutti negli spogliatoi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>RUI MODESTO NON BASTA, PASSA IL CATANZARO</strong></h2>



<p>Inizia la ripresa e pronti-via la squadra di Inzaghi va vicina al raddoppio: Palumbo colpisce il palo e oltre 33,000 spettatori si colpiscono la fronte con una sonora<em> timpulata</em> per lo sconforto. Da quel momento in poi è veramente Palermo contro Resto del mondo. Non bastasse il Catanzaro, i rosa devono lottare contro la malasorte, contro una direzione arbitrale a tratti fantasiosa e contro le probabili gufate che arrivano dalla terra di Brianza. </p>



<p>A battere Pigliacelli a turno ci provano tutti, steward e <em>ghiacciolari</em> compresi. Leggenda narra – ma non ci sono immagini che lo confermano e quindi rimarrà tale – che ad un certo punto il Dottor Matracia abbia provato un’incornata su cross di Pasquale il magazziniere. Il gol sui titoli di coda di Rui Modesto è un accendino lanciato in un bicchiere di benzina: una fiammata, un po’ di fumo e fischio finale del signor Marcenaro che, non ne dubitiamo, calcherà da qui a poco palcoscenici prestigiosi. Come arbitro? Sì, potrebbe essere, ma – a proposito di fiamme – non ci metteremmo la mano sul fuoco. Picciotti, mettete a riposo il fegato e fategli fare buone ferie, chè a fine agosto ci tocca ricominciare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>LE PAGELLE</strong></h2>



<p><strong>Joronen 6,5.</strong> Quando viene interpellato, vola con quanto fiato in gola tenendo in piedi la baracca fino alla fine. La mancata promozione rosanero non passa per i suoi guantoni santi.</p>



<p><strong>Pierozzi 6. </strong>Il nuovo modulo lo costringe a stare più guardingo. Quando può si propone, ma là davanti c’è talmente tanta gente che pare il banco salumeria del supermercato quando c’è il prosciutto cotto in offerta.</p>



<p><strong>Peda s.v. </strong>Si struppìa quasi subito. Le sue lacrime, le nostre lacrime.</p>



<p><strong>Dal 16° Magnani 6,5.</strong> Alzi la mano chi non s’è fatto il segno della croce quando ha visto entrare il 96! Ah ecco, nessuno… Invece Magno se la smazza egregiamente. Non sempre puntuale, ci mette tanto mestiere, ma in sostanza anestetizza ora Pittarello, ora Iemmello.</p>



<p><strong>Ceccaroni 6,5. </strong>Vale anche per lui il discorso tattico. Non essendo braccetto resta inchiodato sulla linea come cosparso di colla cianoacrilica. Senza sbavature, peraltro.</p>



<p><strong>Dal 76° Gyasi s.v. </strong>Entra per dare ossigeno nel finale.</p>



<p><strong>Augello 5,5. </strong><em>Ciuf-ciuffa</em> sulla fascia di sinistra sfiancandosi in un saliscendi perpetuo. Arriva, però, fuorigiri ogni volta che c’è da mettere un pallone <em>com&#8217;i&#8217;cristiani</em> in mezzo. Tanta quantità, poca qualità.</p>



<p><strong>Segre 7.</strong> Rude, cattivo, impavido come poche altre volte. Corre, tampona, passa, smista, lava, stira e asciuga. Poi si fa male ed è costretto a fare quello che per mille ragioni mai e poi mai avrebbe voluto fare proprio in questa occasione: lasciare in campo prima del fischio finale. </p>



<p><strong>Dal 50° Modesto 6,5. </strong>Il gol, quell’elemento in grado di tramutare qualsiasi cosa in oro. Eh sì, perché dal suo ingresso l’angolano si era messo in mostra per pochissimo arrosto in mezzo a nuvolate immense di fumo denso. Epperò, il golletto che ha permesso di vivere un’appendice di sogno, merita un piccolo premio.</p>



<p><strong>Ranocchia 7.</strong> Attento, lucido, concentrato. Sempre la giocata facile, non intesa come elementare ma come proficua. E del resto il sommo poeta Lucio lo diceva già tanti anni fa: l’impresa eccezionale è l’essere normale. Dalla (la palla!).</p>



<p><strong>Johnsen 6,5.</strong> Si divora un gol grande quanto Oslo, Bergen e Stavenger messe insieme, ma “Circotogni” è in serata di show e gli riescono anche tutte quelle giocate che in altri contesti sono state calamite di maleparole in trecentoventotto lingue diverse tra cui lo swahili e l’esperanto.</p>



<p><strong>Le Douaron 5,5. </strong>Il “fantasma di Brest” svolazza e slenzuola senza costrutto per quarantacinque minuti. Dopodichè o il fisico non ha retto o forse – forse! – anche Inzaghi ha capito che il francese ha con la porta lo stesso feeling di Ben Gvir con la Global Sumud flotilla.</p>



<p><strong>Dal 46° Vasic 5,5. </strong>Gli mancano sempre due centesimi per fare un euro. Lo vedi che si sbatte con voglia, che prova a rendersi pericoloso, che mette in campo sacrificio e abnegazione. Però alla fine porta a casa un pugno di mosche. È giovane, si dirà. Si, buonanotte. A 24 anni solo in Italia si è giovani da non bruciare. In tutto il globo terracqueo – se meritano – a quell’età hanno almeno tre/quattro stagioni disputate da protagonista. Peter Pan.</p>



<p><strong>Palumbo 8.</strong> Semplicemente mostruoso. Gioca un’infinità di palloni, ne sradica dai piedi avversari altrettanti, si propone per la giocata offensiva e un attimo dopo sta rinculando aggredendo gli avversari. Nel palo che colpisce in avvio di ripresa c’è, forse, tutta la sua carriera: una brusca frenata nel momento più bello. Interruptus.</p>



<p><strong>Pohjanpalo 7.</strong> Il leone finnico ha una sola vera occasione e centra subito il bersaglio grosso. Gioca una partita maschia e piena di grinta, finalmente, anche quando non ha il pallone in bocca.</p>



<p><strong>Inzaghi 6.</strong> Volente o nolente gli tocca uscire dalla sua comfort zone e cambiare modulo. E guarda un po’, si vede un Palermo arrembante dal primo al novantesimo con un calcio di aggressione e proposizione. Folgorato sulla via del prossimo campionato di Serie B. Damascato.</p>



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		<item>
		<title>Inzaghi (Palermo): &#8220;Questa città vale Madrid&#8221;</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/inzaghi-palermo-questa-citta-vale-madrid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Apprendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 21:27:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tecnico rosanero è amareggiato, ma comunque soddisfatto del lavoro svolto dalla squadra in questo campionato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Questa è una serata di sport che porterò per sempre nel mio cuore&#8221;, ha dichiarato l&#8217;allenatore del Palermo, Filippo Inzaghi. &#8220;C&#8217;è rammarico, ma abbiamo riconquistato la nostra gente con il lavoro, con il cuore. Una tifoseria da Champions. Abbiamo disputato una partita memorabile.&#8221;</p>



<p>&#8220;Questa stagione&#8221; &#8211; ha proseguito Inzaghi &#8211; &#8220;ci deve servire per ripartire ancora più forte. Fin quando non raggiungo il traguardo, lotterò con tutte le mie forze. Adesso ho le idee più chiare rispetto a quando sono arrivato. Avevo detto che se fossimo usciti dal campo sconfitti ma tra gli applausi avremmo raggiunto una parte del nostro obiettivo. È successo. A Benevento e Pisa sono riuscito al primo colpo. Quest&#8217;anno avrei voluto fare lo stesso, ma purtroppo non è andata così.&#8221;</p>



<p>&#8220;Rumors di mercato? Palermo per me vale Madrid&#8221;, ha affermato Inzaghi.&#8221;C&#8217;è uno stadio pauroso, la nostra gente fa un tifo fuori dal comune, la mia famiglia è felice&#8230; quando un allenatore trova questo non deve cercare altro.&#8221;</p>



<p>&#8220;Siamo mancati in cinque/sei partite, ma il nostro è stato un cammino in crescendo. In questo campionato c&#8217;era un margine di errore minimo. Cercheremo di migliorare dove siamo mancati, però c&#8217;è una base tecnico e di spirito davvero importante. A luglio saremo ancora più carichi, voglio regalare a questa gente di stare dove merita.&#8221;</p>



<p>&#8220;Le scene viste stasera da parte della nostra tifoseria al termine della partita sono una cosa che in Italia non si vede da nessuna parte. Per questo dico che la nostra strada è spianata. In alcuni frangenti della stagione avrei voluto anche cambiare sistema, ma ci sono dei piccoli episodi che quest&#8217;anno non ci hanno fatto coronare il nostro sogno. L&#8217;anno prossimo saremo ancora più pronti. Cos&#8217;è mancato? Difficile dirlo. Comunque è impossibile tornare indietro. Adesso&#8221; &#8211; ha chiosato Inzaghi &#8211; &#8220;con lo staff e la società tracceremo un bilancio per capire cosa servirà per il prossimo campionato.&#8221;</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://quotidianodipalermo.it/aquilani-catanzaro-abbiamo-meritato-di-passare-il-turno/">CONTINUA A LEGGERE</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Aquilani (Catanzaro): &#8220;Abbiamo meritato di passare il turno&#8221;</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/aquilani-catanzaro-abbiamo-meritato-di-passare-il-turno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Apprendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 21:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tecnico del Catanzaro ha mostrato tutta la sua soddisfazione al termine della partita contro il Palermo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;È stata una partita di sofferenza&#8221;, ha dichiarato l&#8217;allenatore del Catanzaro, Alberto Aquilani, al termine della partita contro il Palermo. &#8220;Ci sono momenti in cui ci si deve difendere e siamo riusciti a fare un&#8217;impresa contro un Palermo eccezionale. nelle due partite abbiamo meritato di passare il turno. Il sogno continua. Oggi è stato qualcosa di straordinario, ma non abbiamo ancora fatto nulla. Abbiamo un&#8217;altra corazzata davanti. Stiamo scalando la montagna, manca ancora un pezzettino.&#8221;</p>



<p>&#8220;Il nostro pubblico è incredibile. Anche quando non c&#8217;è. Vivono di calcio e sentiamo questa responsabilità sulla pelle. Non abbiamo niente da perdere&#8221;, ha proseguito Aquilani. &#8220;Nel corso della stagione siamo cresciuti esponenzialmente proponendo qualcosa di bello e ci meritiamo questo traguardo. La nostra arma è giocare meglio degli avversari, su quello dobbiamo puntare.&#8221;</p>



<p>&#8220;Non avremmo dovuto prendere gol subito, ma è successo. In campo avevamo tanti giovani che non hanno mai giocato partite del genere ma tutti i miei ragazzi hanno capito che oggi avremmo dovuto fare un calcio diverso. Sono stati coraggiosi fino alla fine.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ci auguriamo di giocare contro il Monza come sappiamo giocare noi&#8221;, ha proseguito Aquilani. &#8220;Abbiamo sulla carta tanto meno rispetto ai grandi club, ma i miei calciatori sanno andare oltre quella che può essere la soggezione che si può avere quando giochi contro calciatori di livello importante.&#8221;</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Bani (Palermo): &#8220;Ripartire dal grande campionato disputato&#8221;</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/bani-palermo-ripartire-dal-grande-campionato-disputato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Apprendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 20:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il centrale toscano è intervenuto in sala stampa al termine di Palermo - Catanzaro</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Ci tenevamo a portare il risultato a casa&#8221;, ha dichiarato il capitano del Palermo, Mattia Bani. &#8220;Sono orgoglioso dei miei compagni, ma c&#8217;è rammarico per la partita d&#8217;andata. Potevamo passare il turno.&#8221;</p>



<p>&#8220;Le mie condizioni? Ho avuto un  infortunio prima di Venezia&#8221; &#8211; ha proseguito il difensore rosanero &#8211; &#8220;e sapevo che non avrei finito la stagione. Ma non volevo far trapelare la notizia. Non mi sono mai allenato con la squadra, non ero nelle condizioni di poter giocare.&#8221;</p>



<p>&#8220;Sono stati giorni duri perchè sapevo che non avrei potuto aiutare, ma ho cercato di sostenere lo stesso i miei compagni. Da cosa ripartire? Sicuramente dal campionato importante che abbiamo disputato&#8221;, ha affermato il centrale del Palermo. &#8220;A volte siamo riusciti a fare bene, in altre no, ma abbiamo costruito un gruppo importante.&#8221;</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://quotidianodipalermo.it/palermo-non-basta-il-cuore-a-passare-e-il-catanzaro/">CONTINUA A LEGGERE</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Palermo, non basta il cuore: a passare è il Catanzaro</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-non-basta-il-cuore-a-passare-e-il-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Apprendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 20:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Pohjanpalo nel primo tempo e di Rui Modesto nel secondo i gol rosanero</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non basta una vittoria per due a zero al Palermo. Forte del tre a zero della partita d&#8217;andata è il Catanzaro a passare il turno. Di Pohjanpalo e Rui Modesto i gol rosanero. Palo colpito da Palumbo ad inizio ripresa</p>



<p>Va all-in Inzaghi schierando un quasi inedito 4-2-3-1 con Joronen fra i pali, Pierozzi a destra, Augello a sinistra, Peda e Ceccaroni centrali; Segre e Ranocchia in mezzo al campo con Le Douaron, Johnsen e Palumbo pronti a rifornire Joel Pohjanpalo.</p>



<p>Tutto confermato, invece, fra le fila del Catanzaro. Pigliacelli in porta; linea difensiva a tre con Cassandro, Antonini e Brighenti; Favasuli sulla destra, Petriccione e Pontisso in mezzo, Alesi sulla sinistra; Alesi e Iemmello sulla trequarti a supporto di Pittarello.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PRIMO TEMPO, SUBITO POHJANPALO</strong></h2>



<p>Terzo minuto e Palermo in gol: punizione dalla trequarti di Palumbo, qualche rimpallo in area e sul pallone si fionda bomber Pohjanpalo che batte Pigliacelli. C&#8217;è il VAR a fare tremare i supporter rosanero, ma il check convalida la rete. Un minuto ci prova Pittarello a riequilibrare le cose, ma Joronen è attento. Anche Iemmello tenta la via del gol, al 6°, ma il pallone finisce a lato. Palermo vicino al raddoppio al 7°, ma dopo una combinazione Johnsen-Palumbo, nessuno riesce a toccare il cross del numero cinque rosanero. Il Barbera è una bolgia ed ogni azione è un sussulto. Si fa male Peda al 14°, Inzaghi è costretto al primo cambio: c&#8217;è Magnani al suo posto.</p>



<p> Nessuna occasione fino al 29°, fino a quando, cioè, Ranocchia tenta un tiro a giro dal limite parato da Pigliacelli. Il ritmo resta comunque altissimo. È di Johnsen al 35° il tentativo successivo, ma il tiro del norvegese sorvola la traversa. Rosanero a millimetri dal raddoppio al 36°: davvero per un&#8217;inezia Pohjanpalo non riesce a siglare di testa il secondo gol. È sempre il finlandese ad avvicinarsi alla porta difesa da Pigliacelli, ma la sua zuccata finisce a lato. Ogni tanto anche i calabresi provano a fare capolino dalle parti di Joronen: calcio di punizione in pieno recupero che, però, si alza sopra la traversa. Sei minuti di recupero decretati da Marcenaro e si va al riposo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>SECONDO TEMPO, PALO DI PALUMBO, GOL DI RUI MODESTO MA NON BASTA</strong></h2>



<p>Novità nelle formazioni che iniziano la ripresa. Nel Palermo entra Vasic al posto di Le Douaron, nel Catanzaro Di Francesco al posto di Liberali. Rosanero subito vicini al raddoppio con una mezza girata di Palumbo che, però, si stampa sul palo. Tegola sul Palermo: si fa male anche Segre, al suo posto, al 50° Rui Modesto. 52°, botta dal limite dell&#8217;area di Ranocchia, Pigliacelli è felino e mette in corner. Al 57° ed al 58° sono Vasic Rui Modesto a fallire due occasioni di testa, ma è un totale dominio rosanero e la squadra di Aquilani pare alle corde. Al 60° Johnsen si gira splendidamente in area di rigore, ma sulla sua conclusione è il portiere giallorosso compie un miracolo. </p>



<p>Cambio conservativo di Aquilani al 61°: toglie Iemmello e inserisce Pompetti. Il Catanzaro mette il naso fuori dalla propria metà campo al 62°: Di Francesco prova a togliere le ragnatele dall&#8217;incrocio dei pali, ma Joronen è reattivo e mette in calcio d&#8217;angolo. Il Palermo è stanco e presta il fianco alle ripartenze giallorosse. Al 75° è Alesi a mancare la porta rosanero in contropiede. Ultimo slot per Inzaghi: entrano al 76° Corona e Gyasi, escono Johnsen e Ceccaroni. Il Catanzaro risponde con Rispoli e Frosinini per Petriccione ed Alesi. Si va avanti per inerzia ed un pallone perso da Palumbo proietta il Catanzaro verso la porta rosanero: miracolo di Joronen. Ultimo cambio per la squadra di Aquilani al 88°: esce un sanguinante Favasuli, entra Bashi. Arriva il secondo gol al 89°: lo segna Rui Modesto su assist di Ranocchia. Sei minuti di recupero ed il Palermo resta in dieci: Marcenaro espelle Pierozzi per un&#8217;entrata su Pittarello. Il Palermo finisce addirittura in nove ed al fischio finale, anche per l&#8217;incapacità dell&#8217;arbitro di gestire la gara, gli animi si surriscaldano. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>IL TABELLINO</strong></h2>



<p><strong>PALERMO &#8211; CATANZARO</strong></p>



<p><strong>RETI:</strong> 3° Pohjanpalo (P)</p>



<p><strong>AMMONITI:</strong> Johnsen (P), Segre (P), Pittarello (C), Vasic (P), Pontisso (C), Di Francesco (C)</p>



<p><strong>ESPULSO: </strong>Pierozzi (P), Augello (P)</p>



<p><strong>SPETTATORI: </strong>33.286</p>



<p><strong>PALERMO</strong>: 66 Joronen; 27 Pierozzi, 29 Peda (dal 15° 96 Magnani), 32 Ceccaroni (dal 76° 11 Gyasi), 3 Augello; 8 Segre (C) (dal 50°18 Modesto), 10 Ranocchia; 21 Le Douaron (dal 46° 14 Vasic), 5 Palumbo, 7 Johnsen (dal 76° 31 Corona); 20 Pohjanpalo. <strong>A disposizione</strong>: 1 Gomis, 6 Gomes, , 13 Bani, , 17 Giovane, , 19 Bereszynski, 28 Blin, 72 Veroli, . <strong>Allenatore</strong>: Inzaghi.</p>



<p><strong>CATANZARO</strong>: 22 Pigliacelli; 84 Cassandro, 4 Antonini, 23 Brighenti; 27 Favasuli  (dal 88° 5 Bashi), 10 Petriccione (dal 78°32 Rispoli), 20 Pontisso, 30 Alesi (dal 78°62 Frosinini); 14 Liberali (dal 46° 94 Di Francesco), 9 Iemmello (C) (dal 61°21 Pompetti); 8 Pittarello. <strong>A disposizione</strong>: 1 Marietta, 6 Jack, 19 Nuamah, 28 Oudin, , 39 Koffi, 77 D’Alessandro, , 98 Buglio. <strong>Allenatore</strong>: Aquilani.</p>



<p><strong>Arbitro</strong>: Matteo Marcenaro (Genova). <strong>Assistenti</strong>: Marco Scatragli (Arezzo) e Domenico Palermo (Bari). <strong>Quarto ufficiale</strong>: Giuseppe Collu (Cagliari). <strong>VAR e AVAR</strong>: Davide Ghersini (Genova) e Aleandro Di Paolo (Avezzano).</p>



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		<title>Palermo, Catanzaro una Chiavari 2.0 &#8211; LE PAGELLE</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-catanzaro-una-chiavari-2-0-le-pagelle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Apprendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 05:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I rosa falliscono miseramente l'esame Catanzaro. C'è sempre il ritorno, ma servirà un'impresa</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È da sei mesi che sentiamo ripetere come un disco incantato la favoletta che il Palermo “dopo Chiavari…” e bla bla bla bla. Oh, per carità: i rosanero al Barbera hanno numeri monstre, ma la verità è che questa squadra appena smette di giocare in viale del fante inizia a soffrire maledettamente. Al punto che, se si organizzasse un triangolare con il Villabate e la Don Carlo da giocare nel prestigioso Giovanni Aloisio di Misilmeri, c’è da scommettere che la squadra rosanero faticherebbe.</p>



<p>E allora ecco che se da un lato prendere tre gol in un tempo contro il Catanzaro è scioccante, dall’altro era pure prevedibile. Non nella forma, ma nella sostanza. Un Palermo vuoto di idee, scarico nel fisico e che probabilmente paga anche una scarsa rotazione delle sue pedine. Ma qui dovremmo tirare in ballo tutta la catena di comando. E dopo essere stati strapazzati al Ceravolo, scusate, ma non abbiamo voglia di ripetere che probabilmente si tratta di una rosa sopravvaluta che a gennaio, con scienza e coscienza, si è deciso di non rinforzare. Ops – come diceve Britney Spears &#8211; l’abbiamo fatto di nuovo!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>LE PAGELLE</strong></h2>



<p><strong>Joronen 6.</strong> Neanche il tempo di sputacchiarsi sui guantoni che viene impallinato come un tordo. Prende tre gol ma ne salva altrettanti. Se il Palermo soccombe è l’ultimo dei colpevoli.</p>



<p><strong>Peda 4. </strong>Iemmello se lo divora come un Morzello. E l’unica cosa da ridere è la rima baciata. Per il resto c’è soltanto da piangere.</p>



<p><strong>Magnani 4.</strong> Una iattura. Si aiuta, quando riesce, con un po’ di esperienza, ma è una lontana controfigura del calciatore visto lo scorso anno.</p>



<p><strong>Ceccaroni 4. </strong>In occasione del terzo gol, Liberali se lo beve come un gingerino. Leggero come un fuscello, le uniche cose decenti della partita le fa quando si sgancia in avanti.</p>



<p><strong>Pierozzi 4,5. </strong>Il “Fiesole Express” arriva all’appuntamento clou con la spia accesa che indica “manutenzione obbligatoria, si invitano i passeggeri a lasciare il convoglio. Deragliato.</p>



<p><strong>Dal 46° Gyasi 4. </strong>In perfetto allineamento con le prestazioni fin qui fornite. Coerente.</p>



<p><strong>Segre 4.</strong> La mediana giallorossa è uno tsunami e lui un canottino. Sul gol del raddoppio lascia libero Iemmello adottando una nuova tecnica: la marcatura a distanza.</p>



<p><strong>Dal 88° Giovane s.v.</strong></p>



<p><strong>Ranocchia 5.</strong> Entra spesso nel vivo del gioco ma – per colpe sue e dei compagni &#8211; non trova mai il modo di inventare una giocata decente.</p>



<p><strong>Dal 60° Blin 5.</strong> Ovviamente non cambia le sorti del match. Quanto meno neanche in negativo.</p>



<p><strong>Augello 4,5.</strong> Nessuna traccia dei cioccolatini che per tutto un anno ha lasciato partire dal suo mancino felpato. Assente ingiustificato.</p>



<p><strong>Dal 60° Rui Modesto 5,5.</strong> Il suo ingresso non fa strappare le vesti agli avversari. Peccato per la traversa colpita a tempo scaduto.</p>



<p><strong>Palumbo 5.</strong> Condizioni fisiche da Ospizio Marino e marcatura asfissiante. Altro che Mago, per fare qualcosa di decente avrebbe dovuto essere Houdini.</p>



<p><strong>Le Douaron 4.</strong> Il “Fantasma di Brest” che più fantasma non si può. Evanescente come un fumetto di eroi e di avventure, avrebbe detto Marcella Bella. Esce per infortunio, speriamo niente di grave. Occorre sia sano per venderlo ad un prezzo decente.</p>



<p><strong>Dal 51° Johnsen 5,5. </strong>Meno giocherellone del solito, forse anche lui – dall’alto della sua sapienza scandinava – ha afferrato il concetto della mala cumparsa.</p>



<p><strong>Pohjanpalo 4,5.</strong> Totalmente avulso dalla manovra inzaghiana, quando non riceve palloni negli ultimi sedici metri è utile come una felpa in pile a Mondello a Ferragosto.</p>



<p><strong>Inzaghi 4</strong>. Ha azzardato con scelte di formazione tutt’altro che irreprensibili. Paga un conto salato, ma il più salato lo pagheranno i tifosi rosanero che – salvo intervento di Santa Rosalia – dovranno sorbirsi un altro anno di B. Surclassato da Aquilani per idea di gioco ed applicazione tattica, non gli resta che puntare sul jolly: il miracolo.</p>



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		<title>Il Palermo crolla a Catanzaro: la finale playoff è un miraggio</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/il-palermo-crolla-a-catanzaro-la-finale-playoff-e-un-miraggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Apprendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 20:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una doppietta di Iemmello ed un gol di Liberali stendono la squadra di Inzaghi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>È una sconfitta senza attenuanti quella patita dal Palermo al Ceravolo di Catanzaro. Nella semifinale di andata dei playoff la squadra di casa batte i rosanero per tre reti a zero e mette una seria ipoteca sul passaggio del turno. Le reti tutte nel primo tempo: doppietta di Iemmello e gol di Liberali. </p>



<p>Nel Palermo di Inzaghi c&#8217;è Palumbo ma non c&#8217;è Bani; tutto come copione il resto. Joronen in porta, Peda, Magnani e Ceccaroni in difesa; Augello a sinistra, Pierozzi a destra, pacchetto di mediana con Segre e Ranocchia; Palumbo e Le Douaron a supporto di Pohjanpalo.</p>



<p>Per Aquilani, invece, ci sono Pigliacelli in porta Cassando, Antonini e Brighenti linea difensiva; Favasuli a destra, Alesi a sinistra, Petriccione e Pontisso a centrocampo; Liberali e Iemmello pronti a lanciare Pittarello.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PRIMO TEMPO, IL CATANZARO CALA IL TRIS</strong></h2>



<p>Appena un minuto ed il Palermo va sotto. Cross di Cassandro dalla destra ed inzuccata di Iemmello che batte Joronen. Nel primo quarto d&#8217;ora i rosanero sono completamente assenti dal match ed al 15° capitolano di nuovo. Ancora Iemmello punisce la squadra di Inzaghi, stavolta sugli sviluppi di calcio d&#8217;angolo. Il doppio svantaggio non scuote Segre e compagni, anzi. Al 18° Pittarello si presenta a tu per tu con Joronen e solo per pochi centimetri il pallone finisce alto sulla traversa. Ci prova anche Pontisso al 23°, pallone leggermente a lato. Ma è un assolo del Catanzaro. Briciole di Palermo al 40°, con un colpo di testa di Ceccaroni su corner che, però, finisce fuori. Ma davvero troppo poco rispetto all&#8217;importanza della gara ed alla reazione necessaria a riequlibrare la partita. E infatti al 41° il Catanzaro cala il tris: il gol è di Liberali che prima si libera della marcatura proprio di Ceccaroni e poi, col mancino, deposita in rete. Cinque minuti di recupero e fischio di Feliciani.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>SECONDO TEMPO, NESSUNA REAZIONE ROSANERO</strong></h2>



<p>Il Palermo rientra in campo per il secondo tempo con la novità Gyasi al posto dell&#8217;ammonito Pierozzi; tutto in variato fra le fila del Catanzaro. Al 51° si fa male Le Douaron: al suo posto Johnsen. I padroni di casa non devono sudare troppo per contenere la squadra di Inzaghi e anzi continuano a puntare la porta di Joronen. Altri due cambi per i rosanero: dentro Rui Modesto e Blin, fuori Augello e Ranocchia. Il Palermo si fa vedere dalle parti di Pigliacelli solo al 71° con un tiro-cross di Johnsen, ma davvero troppo poco. </p>



<p>Primi cambi anche in casa Catanzaro: al 76° escono Liberali e Pontisso, entrano Pompetti e Frosinini. Ancora la squadra di Aquiliani vicina al gol al 79°: a tentare la via della rete è Pittarello con un destro al fulmicotone che finisce alto sulla traversa. La risposta del Palermo è una conclusione di Blin che non impensierisce affatto l&#8217;ex Pigliacelli. Al minuto 84 fuori Alesi e Iemmello, dentro Rispoli e Di Francesco. Ci prova Palumbo al 86°, ma il portiere giallorosso è attento. Ad un passo dal poker il Catanzaro al 87°: Joronen è superlativo su Frosinini e poi Pompetti non riesce a finalizzare.</p>



<p>Ultimo cambio in casa Palermo al 88°: entra Giovane, esce Segre. Sei i minuti di recupero decretati da Feliciani. Al 94° l&#8217;unico vero squillo del Palermo: Rui Modesto si incunea nell&#8217;area giallorossa e col destro timbra la traversa. Non accade più nulla. Il Catanzaro batte il Palermo per tre reti a zero. Nella gara di ritorno servirà un miracolo alla squadra di Inzaghi.  </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>IL TABELLINO</strong></h2>



<p><strong>CATANZARO &#8211; PALERMO</strong> <strong>3-0</strong></p>



<p><strong>RETI: </strong>1° e 15° Iemmello (C), 41° Liberali </p>



<p><strong>AMMONITI:</strong> Ranocchia (P), Pierozzi (P), Augello (P), Frosinini (C)</p>



<p><strong>CATANZARO</strong>: 22 Pigliacelli; 23 Brighenti, 4 Antonini, 84 Cassandro; 27 Favasuli, 20 Pontisso (dal 76° 62 Frosinini), 10 Petriccione, 30 Alesi; 14 Liberali (dal 76° 21 Pompetti), 9 Iemmello (C); 8 Pittarello. <strong>A</strong>&nbsp;<strong>disposizione</strong>: 1 Marietta, 5 Bashi, 6 Jack, 19 Nuamah, 26 Verrengia, 28 Oudin, 32 Rispoli,  77 D’Alessandro, 94 Di Francesco, 98 Buglio.<strong> Allenatore:</strong>&nbsp;Aquilani.</p>



<p><strong>PALERMO</strong>: 66 Joronen; 96 Magnani, 29 Peda, 32 Ceccaroni; 27 Pierozzi (dal 46° 11 Gyasi), 8 Segre (C) (dal 88°17 Giovane), 10 Ranocchia (dal 60° 28 Blin), 3 Augello (dal 60° 18 Rui Modesto); 21 Le Douaron (dal 51°7 Johnsen), 5 Palumbo; 20 Pohjanpalo. <strong>A disposizione</strong>: 1 Gomis, 77 Di Bartolo, 6 Gomes, 13 Bani, 14 Vasic, , 31 Corona, 72 Veroli. <strong>Allenatore</strong>: Inzaghi.</p>



<p><strong>Arbitro</strong>: Ermanno Feliciani (Teramo). <strong>Assistenti</strong>: Vittorio Di Gioia (Nola) e Alex Cavallina (Parma). <strong>Quarto ufficiale</strong>: Niccolò Turrini (Firenze). <strong>VAR</strong>: Luca Pairetto (Nichelino). <strong>AVAR</strong>: Marco Piccinini (Forlì).</p>



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		<title>Applausi al Golden per la musica dei Tiromancino</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/applausi-al-golden-per-la-musica-dei-tiromancino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Apprendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 22:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la pubblicazione del nuovo album, la band romana ha fatto tappa a Palermo </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Serata di ottima musica al teatro Golden di Palermo con <strong>Federico Zampaglione</strong> ed i suoi <strong>Tiromancino.</strong> La band romana ha eseguito brani tratti dal nuovo album, <em><a href="https://www.tiromancino.net/">&#8220;Quando meno me lo aspetto&#8221;</a></em>, attingendo anche da un repertorio ormai ultratrentennale.</p>



<p>Insieme a <strong>Francesco &#8220;Ciccio&#8221; Stoia</strong> al basso, <strong>Antonio Marcucci</strong> chitarra e cori, <strong>Marco Pisanelli </strong>alla batteria e <strong>Fabio Verdini </strong>alle tastiere, Federico Zampaglione ha suonato per oltre due ore facendo cantare il numeroso pubblico accorso per la data palermitana. Ad implementare la band romana è intervenuto un quartetto d&#8217;archi tutto al femminile, il <strong>Parthenope String Quartet</strong>, che ha arricchito in maniera delicata ed elegante buona parte del repertorio proposto nel corso del concerto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Tiromancino-e-Parthenope-String-Quartet-1024x768.jpeg?v=1778971421" alt="" class="wp-image-55220" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Tiromancino-e-Parthenope-String-Quartet-1024x768.jpeg?v=1778971421 1024w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Tiromancino-e-Parthenope-String-Quartet-300x225.jpeg?v=1778971421 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Tiromancino-e-Parthenope-String-Quartet-768x576.jpeg?v=1778971421 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Tiromancino-e-Parthenope-String-Quartet-1536x1152.jpeg?v=1778971421 1536w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Tiromancino-e-Parthenope-String-Quartet-150x113.jpeg?v=1778971421 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Tiromancino-e-Parthenope-String-Quartet-696x522.jpeg?v=1778971421 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Tiromancino-e-Parthenope-String-Quartet-1068x801.jpeg?v=1778971421 1068w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Tiromancino-e-Parthenope-String-Quartet.jpeg?v=1778971421 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Le Parthenope String Quartet insieme a Federico Zampaglione, frontman dei Tiromancino</figcaption></figure>



<p>Una bella serata di musica live nel corso della quale serata non potevano, ovviamente, mancare le canzoni iconiche che hanno reso famosi i Tiromancino. Pezzi come <em>Due destini</em> o <em>La descrizione di un attimo</em>, <em>Per me è importante</em> o <em>In un tempo piccolo</em> hanno fatto cantare a squarciagola il pubblico presente. </p>



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		<item>
		<title>Palermo, il troppo&#8230; Stroppa &#8211; LE PAGELLE</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-il-troppo-stroppa-le-pagelle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Apprendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=54648</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non basta un super Palumbo versione pittore impressionista. I rosanero affondano in laguna e chiudono al quarto posto la stagione regolare</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che Venezia &#8211; Palermo, parafrasando l’immenso Gigi Proietti in “Febbre da cavallo”, potesse essere <em>“una delle partite più inutili da quando l’uomo ha inventato il pallone”</em> ce lo aspettavamo tutti. Dai. Ma poi… l’avete visto il rendering dello stadio? E il Palermo è in Serie B, figuratevi quando un giorno sarà promosso in Serie A… Sì, perché noi siamo un po’ come <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qHotU3rSIcE">Alex Drastico</a>, il personaggio creato da Antonio Albanese dallo spiccato accento finnico: ci compriamo l’autoradio per costruirci la macchina intorno. Ma bando ad inutili pessimismi cosmici. Armiamoci e partiamo in direzione di questi succulenti playoff.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>IL VENEZIA FESTEGGIA, IL PALERMO NON NE APPROFITTA</strong></h2>



<p>Nel primo tempo &#8211; dalle tribune del Venezia ancora non satollo dopo una settimana di bagordi – partono tanti di quei botti e <em>tricchi tracchi</em> che a tratti pare la <em>masculiàta </em>del Festino. Ma contro i lagunari la Santuzza aveva San Marco alle calcagna che flashava con gli abbaglianti. Lasciare strada era la cosa più sensata da fare. Anche i santi devono rispettare il turnover. Eppure &#8211; fino a quando la squadra di Stroppa ha deciso di non giocare a calcio &#8211; il Palermo era pure riuscito a rendersi pericoloso. La coppia <strong>Le Douaron-Palumbo</strong> più d’una volta è sembrata la versione panormita di <strong>Oliver Hutton e Tom Becker,</strong> ma il pallone – maledetto per com’è – di entrare nella porta difesa da Stankovic, nisba, <em>patate</em>! Toh, guarda! Il quarantacinquesimo. Zanotti dà un’occhiata all’orologio: un tot di recupero e poi tutti a degustare un po’ di <em>sarde in Saor.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I LAGUNARI DECIDONO DI GIOCARE, I ROSA MENO</strong></h2>



<p>La squadra di Stroppa evidentemente ci tiene troppo al primo posto e dagli altri campi <em>&#8220;correvano voci incontrollate pazzesche. Si diceva che il Frosinone stava vincendo per venti a zero e che aveva segnato anche Palmisani. Di testa. Su calcio d’angolo.&#8221;</em> Fu così che il Venezia decise di posare i bicchieri con i cocktail, sostituire le infradito con le scarpe da calcio e fornire una lectio magistralis dal titolo “Il possesso palla può servire anche per attaccare. Sapevatelo”. Restano attoniti i ragazzi di Inzaghi, arrivati in laguna più per ammirare le bellezze della Amsterdam veneta che per giocarsela veramente alla pari. I rosanero altro non possono fare che stendere il tappeto rosso ed organizzare un secondo <em>pasillo de honor</em>.</p>



<p>I calciatori di casa sfrecciano come delle Eagle Class 53 e ad aver subìto “solo” due gol, alla fine, c’è da essere pure contenti. Tutti a Piazza Politeama, quindi: partano i festeggiamenti per questo quarto posto “che con gli stessi punti in un altro campionato sarebbe stata promozione, scudetto, vittoria della Champions, del SuperBowl, di The Voice e di quattro puntate della Ruota della Fortuna”. Ci vediamo ai playoff.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>LE PAGELLE</strong></h2>



<p><strong>Joronen 6,5.</strong> Il primo tempo lo passa a chiedersi “ma com’è che non s’appresenta nessuno?&#8221;. Il secondo a ripetersi “ma com’è che s’appresentano tutti?”. Vola con quanto fiato in gola, ma dove arriva mette punto. E dove non arriva sono dolori.</p>



<p><strong>Bereszynski 5,5. </strong>“Vacci piano che sei diffidato”. “Tranquillo mister. So quello che faccio”. Sette minuti, ammonito. Dai che poteva anche andare peggio.</p>



<p><strong>Peda 6. </strong>Gioca un tempo e lo fa bene. È pronto per la battaglia del post-season.</p>



<p><strong>Dal 46° Veroli 5,5. </strong>Entra in campo e dopo cinquanta secondi gli arancioverdi sfondano. Quando sei nel posto sbagliato, nel momento sbagliato.</p>



<p><strong>Ceccaroni 5. </strong>Dopo appena cinquanta secondi del secondo tempo lascia scoperta la sua mattonella ed il Palermo prende un’imbarcata pazzesca con annesso gol. Gli manca la sicurezza delle belle giornate al Barbera.</p>



<p><strong>Pierozzi 5. </strong>Nel primo potrebbe affondare di più ma si tiene la caricata. Nel secondo molla subito Doumbia in occasione del primo gol e troppo spesso va in difficoltà. Poco aiutato, aiuta poco.</p>



<p><strong>Dal 72° Rui Modesto 6. </strong>Fa quel che può con i suoi compagni già con la doccia fatta, i capelli phonati e gli auricolari indossati.</p>



<p><strong>Segre 5,5. </strong>Qualche strappo, qualche tiro alla “comuvenisicunta”, ma niente da tramandare ai nipotini. Tanto per dare la misura: nel Venezia sarebbe ospite fisso della panchina.</p>



<p><strong>Blin 5,5. </strong>Fin quando la partita ha il ritmo da circolo bocciofila della pro-loco, non demerita. Poi… Vabè. Tanto per dare la misura: nel Venezia&#8230; No, nel Venezia non ci sarebbe posto.</p>



<p><strong>Augello 5,5. </strong>Partita col freno a mano tirato. Fa senza strafare. Come quando la mamma ci diceva “corri, ma non sudare”.</p>



<p><strong>Vasic 5.</strong> La sua partita è racchiusa in una palla scippata a Busio nel primo tempo che stava per portare avanti il Palermo. Dopodichè il nulla assoluto. Si acciacca e deve lasciare il posto.</p>



<p><strong>Dal 51° Johnsen 5.</strong> Incisivo sul match come un Calenda qualsiasi sulle sorti di un governo qualsiasi.</p>



<p><strong>Palumbo 7. </strong>Nel primo tempo l’andamento è lento e lui scivola come un’onda libera. Dal suo sinistro partono pennellate impressioniste che disegnano il futbol.</p>



<p><strong>Dal 61° Gomes 5,5. </strong>Mezz’oretta a rincorrere. Niente da dichiarare.</p>



<p><strong>Le Douaron 5. </strong>Con in canna 3barra4 occasioni da gol, il “Fantasma di Brest” dà l’ennesima dimostrazione di essere un attaccante atipico e generoso. Che in Italia significa “calciatore che vede la porta col cannocchiale”.</p>



<p><strong>Dal 61° Pohjanpalo s.v. </strong>Un giorno qualcuno ci dirà a cosa sia servito il suo ingresso in campo. Avesse preso una standing ovation dagli ex tifosi sarebbe stato comprensibile, ma fargli assuppare pure una sassulata di fischi, perchè?</p>



<p><strong>Inzaghi 5,5. </strong>Partita al cardiopalmo per il mister. No, ma mica per le occasioni da gol o per il risultato. Per il terrore di perdere pezzi minuto dopo minuto. Se ad ogni contrasto gli si fosse imbiancato un ciuffo di capelli avrebbe finito il match canuto come Bruno Lauzi.</p>



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