domenica, 30 Agosto 2026
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Il gol sul finire di Augello è sembrato quello di Cassani in una memorabile Palermo - Juventus 3 a 2

Augello come Cassani e il Palermo va – LE PAGELLE

L’anno scorso questa partita l’avremmo pareggiata. Due anni fa, probabilmente, l’avremmo persa. Tre anni fa, invece, ce la saremmo giocata ai tempi supplementari e cinque anni fa sicuramente ai calci di rigore. Terminate tutte queste amenità onanistiche, diciamo pure che il Palermo la partita l’aveva bella che accartocciata e buttata nella differenziata. Che poi quel sant’uomo dagli occhi di ghiaccio di nome Tommaso Augello abbia ‘nzertato il tiro dell’anno gliene saremo sgrati in saecula saeculorum (molto culorum, onestamente).

Forse i rosa pensavano di fare una scorpacciata di grifi all’aretina, ma, onestasmente la squadra di Bucchi ha fatto una partita di buonissimo livello. I rosa, però, sono una Ferrari che gira con il limitatore di velocità inserito e appena trovano il modo di sgasare lasciano il segno delle sgommate. Ecco, quindi, senza neanche forzare più di tanto, i gol di Johnsen nel primo tempo e di Ranocchia nel secondo.

Partita finita? Come no… L’Arezzo prima la riapre con Cianci (ve lo ricordate quando doveva essere l’alternativa Brunori? Ah, che tempi quei tempi… Almici, Doda, Odjer, Peretti… basta, posiamo i fazzoletti), il Palermo non la chiude né con Segre né con quel mattacchione di Gyasi, salvo poi farsi impallinare proprio da un tocco involontario del buon Emanuel da Palermo su tiro di Tavernelli. Due a due, un incubo… A tempo scadutissimo Gabrielloni da Jesi avrebbe l’occasione di infornare il terzo gol del Palermo ma la mira è a la sanfasò. Quando tutto sembrava davvero sul binario del pari, quel Real Augello di un Tommaso decide di trasformarsi in Cassani nella celeberrima Palermo – Juventus 3 a 2 e sfoderare un mancino che neanche Mark Leanders nelle sue giornate migliori avrebbe potuto trovare. Finisce così, il Palermo vince e va a punteggio pieno. La tifoseria rosanero dovrà fare incetta di isoprololo e propranololo. Speriamo non sia così per tutto l’anno o rischiamo seriamente di intasare il Servizio Sanitazio Nazionale.

LE PAGELLE

Perin 6. Gioca con una mano sola perchè è ancora agosto ed essendo un mese notoriamente attassato per i portieri rosanero, passa novanta minuti ad eseguire riti apotropaici. Autorevole, autoritario ed incolpevole sui gol subiti. Per lunghi tratti però è parso il Pigliacelli centroportiere metodista di coriniana memoria. Che – attenzione! – non è un’offesa.

Pierozzi 5. Inchiummato nella mattonella del terzino fa più acqua delle tubazioni di Scillato.

Dal 66° Cassandro 5,5. Entra che l’Empoli sfonda a sinistra come il PCI di Berlinguer e fa quel che può.

Bani 6. La sensazione è che la difesa a 3 gli regalasse maggiore serenità. Con questo modulo canta, porta la croce ed è costretto a mantenere l’attenzione di un cardiochirurgo in sala operataoria.

Ceccaroni 5,5. Per tutto un tempo se la smazza con onesto mestiere, nel secondo Cianci gli fa marameo e tutta la sicurezza creata crolla come un castello di carta.

Augello 7,5. Ciuf-ciuffa per tutta la partita come il FrecciaRosa che ormai conosciamo e quando scatafulla quel autoarticolato in fondo al sacco, diventa in automatico prossimo candidato a Sindaco di Palermo.

Segre 6. Il Dottore l’ha capito che st’anno la concorrenza è agguerrita e allora mette in campo tutto l’ardore agonistico che ha in corpo. Che a volte basta e a volte no.

Ranocchia 6,5. Mai al centro del gioco del Palermo, mai un lancio illuminante. Ma oltre la sufficienza ci va ugualmente per quel gol che è un lampo che squarcia il cielo, una pennellata di Van Gogh nella “Notte stellata”, la ricotta nell’iris croccante, non quella fatta con la pasta brioche. Perla.

Strefezza 5. Timbra una traversa ma timbra anche il cartellino come un dipendente pubblico pubblico 7,30-14,00. Gli mancano le gambe, diventerà un valore aggiunto di questa squadra. Al momento è rivedibile, e lo rivediamo con molta voglia.

Dal 59° Gyasi 5. In mezz’ora sbaglia un gol clamoroso e – forse per colpa del cognome – si lascia ubriacare da Tavernelli in occasione del secondo gol aretino. Non deve diventare un capro espiatorio, ma deve metterci molto del suo per far invertire un giudizio che finora è altamente deficitario.

Hernani 5,5. Vaga per il campo alla ricerca di una posizione giusta, manco il Palermo giocasse con una specie di schema Kamasutra. Azzecca il cross per il gol di Johnsen solo perché lo sbaglia.

Dal 66° Estevez 5,5. Pronti-via un cartellino che ne limita il rendimento. Dobbiamo ancora capire se è carne, pesce o vegan.

Johnsen 6,5. E bravo “Circotogni” che tomo tomo cacchio cacchio mette dentro la seconda biglia consecutiva in buca! Per il resto non solo il solito campionario di giocate utili come flûte di cristallo nella striscia di Gaza.

Dal 59° Vavassori 5,5. Entra ma non spariglia le carte.

Pohjanpalo 5. Non vede un pallone neanche nel catalogo della ditta fornitrice del materiale ufficiale della serie cadetta e ne approfitta per andare a fare aperitivo a Piazza Grande. Se n’è accorto qualcuno?

Dal 82° Gabrielloni s.v. Entra a freddo con la partita a caldo e si divora un’occasione quanto la Toscana. Ma abbiamo visto di peggio, Alessà, fidati.

Inzaghi 5,5. Mettiamoci il cuore in pace come fu per Chiavari 25/26. Per altre 36 volte sentiremo la filastrocca che in B non regala niente nessuno, e che ci vuole l’elmetto, e la fionda, e la racchetta antizanzare… Però onestamente la gestione dei cambi – per tempistica e scelta degli uomini – ha lasciato parecchio a desiderare.

19.3 C
Palermo

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