Un viaggio intimo e profondamente umano che attraversa mezzo secolo di storia italiana con gli occhi di Ester, figlia di una famiglia numerosa messinese.
Ha inizio nel Capodanno del 1966 tra l’odore dei mandarini e il richiamo del futuro, in un’Italia sospesa tra ricche antiche e sogni moderni, la narrazione di “Ancora un nuovo anno da raccontare”, il romanzo d’esordio di Rosaria Ragusi (prefazione di Marianella Sclavi) che verrà presentato alle 18 di venerdì 5 giugno in piazzetta Bagnasco.
Un viaggio che l’autrice ci consente di fare insieme a lei attraverso immagini che catturano l’essenza vibrante di un’epoca, dai Caroselli alla Fiat 600, dalle ferite del Caso Moro e del terremoto dell’Irpinia, fino alla rivoluzione digitale.
«Al centro pulsa la famiglia – scrive la stessa autrice -, un microcosmo di affetti e segreti scioccanti, come il mistero sull’origine del padre Pietro e l’ombra di una vecchia pistola che segna i ricordi di infanzia. Ester ci accompagna nella sua crescita, da bambina a donna, madre e nonna, in un lungo percorso di resilienza e di scatto».
“Ancora un nuovo anno da raccontare” è un racconto sincero sui legami indissolubili e sull’importanza della solidarietà, nel quale l’autrice esplora le proprie radici, ricordandoci che la vita è un ciclo continuo di nascite e addii che merita di essere salvato dall’oblio. Un’opera che esalta la forza femminile e il valore inestimabile del ricordo, dove ogni fine è sempre un nuovo capitolo da narrare.
Un evento da non perdere, se si vuole ripercorrere pezzi di storia del nostro Paese, condividendo emotivamente il percorso di vita personale di una donna per la quale la famiglia è sempre stata ed è al centro di tutto.
L’appuntamento di venerdì 5 giugno fa parte del cartellone dell’ottava edizione della stagione culturale di Piazzetta Bagnasco, promossa dall’associazione Piazzetta Bagnasco con Cappadonia Gelati come sponsor e i gemellaggi con Efebo D’Oro ed Etna Book.
L’autrice
Rosaria Ragusi nasce nel quartiere San Paolo di Messina nel 1956 ma, giovanissima, si trasferisce per lavoro nel continente, seguendo il marito prima a Campobasso e poi a Benevento. Dentro di lei, però, resta sempre viva l’esperienza di una ragazza cresciuta nella Sicilia del dopoguerra, povera di beni, ma ricchissima di umanità e mistero. Rosaria e Mimmo hanno avuto tre figli, tredici nipoti e quattro pronipoti, conservando insieme un eterno legame con l’isola. Negli anni ha coltivato la sua passione per la cucina, fino ad aprire un suo profilo social “Prepara Rosaria”, seguito da migliaia di follower. Mentre cucinava, ha riflettuto sul suo passato di donna, di figlia e di sposa. Dopo anni di appunti e racconti in tanti fogli, sparsi tra le sue ricette, giunge al suo primo libro.

