venerdì, 15 Maggio 2026
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Don Vincenzo Talluto: «Non c’è dolore più grande che perdere un figlio»

I funerali di Alessia e la toccante lettera di addio: “Continueró da lassù…”

Una Cattedrale raccolta nel silenzio e nel dolore per Alessia, in un clima di profonda commozione che ha unito familiari, amici e il mondo del calcio palermitano. A celebrare il funerale è stato Don Vincenzo Talluto del Borgo Vecchio, autore di un’omelia intensa e toccante.

Tra i presenti, in una chiesa stracolma di palermitani e di autorità, numerosi giocatori del Palermo FC, il presidente Dario Mirri, l’allenatore Filippo Inzaghi e il direttore sportivo Carlo Osti, tutti stretti attorno alla famiglia nel giorno dell’addio.

Accanto alla bara bianca, simbolo di una vita spezzata troppo presto, il centrocampista Jacopo Segre che ha posizionato un’asta con lo stemma del Palermo.

Durante l’omelia, Don Vincenzo Talluto ha pronunciato parole toccanti. «Non c’è dolore più grande che perdere un figlio. Oggi salutiamo nostra sorella Alessia che in Cristo si ricongiunge. Alessia ci riconsegna la stessa umanità carica di senso e di amore che Cristo sulla croce ha consegnato a Maria».

Il saluto finale è stato un abbraccio collettivo, una preghiera diventata quasi un sussurro condiviso da tutta la comunità. «Ciao Alessia. Ora sei in Cristo, aiutaci a trovare un amore che non finisce» ha concluso tra gli applausi.

Momento di grande emozione anche durante la lettura di un messaggio scritto dalla stessa Alessia e rivolto ai suoi familiari. Parole intime, piene d’affetto e rimpianto, che hanno commosso l’intera chiesa. «Christian, litigavamo sempre ma ti volevo tanto bene e cambia testa. Vincenzo avrei voluto dormire più spesso con te e quando dormivamo insieme ne facevo tesoro. Mamma, anche se ti dicevo che eri la mamma adottiva hai lottato sempre con me dicendo che ti facevo stancare ma avevi una grande forza. Papà ti dicevo levati, voglio la mamma, ma nei momenti di fragilità eri e sarai sempre il mio papino».

Nel messaggio Alessia ha voluto ricordare anche Pamela. «Ti prendevi cura di me, ti lasciavo sempre un casino a casa, spero mi perdonerai. Alle mie compagne e alle maestre prometto che imparerò a leggere, alle compagne di danza che continuerò da lassù a sculettare per voi».

Continua rivolgendosi ai genitori. «Mamma, Joshua e papà, volevo dirvi che io ero innamorata di Joshua ma ne aveva tante, Quanti casini in quel reparto, tremavano quando ci vedevano arrivare. Jacopo entri con me e dopo pochi secondi segni e mi hai regalato la maglia e io felice».

Al termine della celebrazione, i genitori di Alessia hanno voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone che in questi giorni sono state accanto alla famiglia. «Ringraziamo tutti per il calore che è arrivato fino al cuore. Alla società del Palermo per aver incoronato il sogno di Alessia. Al titolare del bar dello stadio per non averci fatto mancare nulla, a tutti i ristoratori, volevamo tutto il mondo ultras e i ragazzi di tutte le confraternite di Palermo. Il sindaco e tutta l’amministrazione comunale. Ringraziamo tutti coloro che si sono uniti oggi, amici e parenti e scusate se abbiamo dimenticato qualcuno, ma per finire tutta la curva nord che per noi fino ad oggi è stata famiglia».

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