domenica, 20 Settembre 2026
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Possibili collegamenti con la banda di Salvatore Verga

Addaura, caccia alle armi: trovati proiettili e un caricatore per kalashnikov

Due ritrovamenti diversi, entrambi legati alla presenza di armi e munizioni nella zona dell’Addaura. Da una parte alcuni proiettili di una pistola, recuperati sul fondo del mare da un sommozzatore. Dall’altra un caricatore per kalashnikov, individuato tra gli scogli. Gli investigatori hanno ricostruito i due episodi e stanno verificando la possibile provenienza del materiale.

La prima scoperta riguarda le munizioni finite in mare. Un sub ha individuato i proiettili sul fondale e ha fatto scattare gli accertamenti. Gli investigatori non escludono che quei pezzi possano appartenere a una delle armi che gli inquirenti hanno cercato nel corso delle indagini sulla banda di Salvatore Verga.

La vicenda porta anche al nome di alcuni esponenti della criminalità organizzata palermitana. Tra questi compare anche un uomo che oggi si trova al 41 bis nel carcere dell’Aquila. Gli investigatori continuano a ricostruire i passaggi della vicenda e a verificare eventuali collegamenti con altre attività criminali.

La caccia alle armi ha portato gli investigatori anche lungo la costa dell’Addaura. In un secondo episodio, un giovane ha individuato tra gli scogli un caricatore per AK-47. Il ritrovamento ha attirato l’attenzione degli investigatori, che ora cercano di capire quando e perché qualcuno abbia lasciato il pezzo in quel punto.

La zona dell’Addaura torna così al centro degli accertamenti. Gli investigatori stanno cercando di collegare i diversi elementi raccolti durante le indagini e di capire se il materiale trovato in mare e quello recuperato tra gli scogli possano avere una relazione.

Le tracce della banda di Salvatore Verga

Le indagini sulla banda di Salvatore Verga hanno già portato gli investigatori a seguire diverse piste. Il gruppo avrebbe avuto rapporti con ambienti criminali e con persone coinvolte nel traffico di droga e armi.

Il lavoro degli investigatori prosegue anche attraverso l’analisi dei rapporti tra i diversi soggetti finiti al centro delle verifiche. In questo contesto emerge nuovamente il nome di Salvatore Verga, insieme a quello di altri personaggi già conosciuti dagli inquirenti.

Le attività investigative hanno riguardato anche episodi avvenuti nei mesi scorsi. Un elemento importante riguarda una serie di incontri e contatti che gli investigatori hanno ricostruito durante le indagini.

Tra le persone finite sotto osservazione compare anche un soggetto che gli investigatori hanno monitorato mentre cercava contatti con la banda di Verga. In un caso, il gruppo avrebbe utilizzato alcuni bar come punti di incontro.

Le intercettazioni hanno permesso agli investigatori di ricostruire parte dei rapporti tra gli indagati. Tra gli episodi analizzati compare anche un incontro registrato in un bar di via Zeno, dove un soggetto avrebbe incontrato alcuni componenti della banda.

Gli investigatori hanno inoltre seguito i contatti con altri ambienti criminali, compresi quelli legati al traffico di droga e alle armi. Le verifiche proseguono per chiarire il ruolo dei diversi soggetti e ricostruire l’origine del materiale trovato all’Addaura.

Un altro nome compare nelle carte dell’inchiesta. Quello del fornitore che, secondo quanto emerge dagli atti, avrebbe avuto un ruolo importante nel gruppo. Le indagini cercano ora di ricostruire anche i suoi rapporti con gli altri protagonisti della vicenda.

Il collegamento con il caso Verga-Coldstone

Il ritrovamento del caricatore e quello dei proiettili si inseriscono quindi nel più ampio lavoro investigativo sulla banda di Salvatore Verga. Gli inquirenti continuano a verificare i collegamenti tra i diversi episodi e le persone coinvolte.

Nel frattempo, gli accertamenti proseguono anche sul materiale recuperato all’Addaura. Gli investigatori dovranno stabilire se i proiettili appartengano effettivamente a una delle armi ricercate e quale storia abbia invece il caricatore dell’AK-47 trovato tra gli scogli.

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