mercoledì, 23 Settembre 2026
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Nei mesi scorsi la Guardia di finanza ha eseguito un sequestro preventivo per 138 mila euro

Aci Palermo nella bufera, due inchieste coinvolgono l’ex presidente Pizzuto

Due inchieste si intrecciano attorno all’Automobile Club di Palermo. Da una parte la Procura indaga sulla gestione dei conti dell’ente per un’ipotesi di peculato, dall’altra gli investigatori seguono un filone legato a presunte irregolarità negli esami per il conseguimento della patente, con un’ipotesi di corruzione.

Al centro delle due vicende compare Angelo Pizzuto, ex presidente dell’Aci Palermo, finito agli arresti domiciliari insieme a Ignazio Pepati, amministratore della Gestione Aci srl. La società rientra nell’Aci Palermo, che l’ente ha avviato alla liquidazione dopo l’emersione di una pesante esposizione debitoria.

Il sequestro da 138 mila euro

Nei mesi scorsi la Guardia di finanza ha eseguito nei confronti di Pizzuto un sequestro preventivo per 138 mila euro. I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno passato al setaccio i movimenti sui conti dell’Aci Palermo e individuato alcuni bonifici diretti verso conti riconducibili all’ex presidente.

Pizzuto avrebbe ricondotto quelle somme al rimborso di spese sostenute nell’ambito dei suoi incarichi. Però per una parte degli importi mancherebbe la documentazione necessaria a giustificarne l’utilizzo.

Gli incarichi ricoperti da Pizzuto

La vicenda giudiziaria si intreccia con la lunga carriera negli enti pubblici di Pizzuto. Da gennaio 2025 dirige la Motorizzazione di Palermo, mentre dal 2023 aveva ricoperto l’incarico di capo di gabinetto dell’assessore regionale Alessandro Aricò.

Nel corso degli anni Pizzuto ha ricoperto diversi ruoli anche durante precedenti governi regionali. Tra il 2010 e il 2012 ha svolto l’incarico di capo di gabinetto vicario dell’allora assessore al Territorio e Ambiente Gianmaria Sparma. In seguito ha ricoperto il ruolo di commissario ad acta e poi quello di presidente dell’Ente Parco delle Madonie.

Nel 2013 l’allora presidente della Regione, Rosario Crocetta, contestò alcune spese legate a una trasferta in Canada organizzata per promuovere i prodotti delle Madonie. Pizzuto lasciò l’incarico, ma successivamente il Consiglio di giustizia amministrativa ne dispose il reintegro. La vicenda giudiziaria si concluse con una condanna per truffa in primo grado e l’assoluzione in appello.

Le indagini negli uffici dell’Aci

La Procura di Palermo, nel frattempo, ha continuato a indagare sulla gestione dell’Automobile Club. I magistrati parlano di un «perpetuarsi di condotte illecite» che, secondo la loro ricostruzione, non avrebbero subito un arresto nonostante i precedenti provvedimenti giudiziari.

Gli investigatori hanno installato microspie e telecamere negli uffici dell’Aci di viale delle Alpi, raccogliendo elementi per i due distinti filoni investigativi. La Guardia di finanza segue l’indagine sulla gestione economica dell’ente, mentre la Polizia stradale lavora sul procedimento relativo agli esami per la patente.

I due procedimenti coinvolgono attualmente Pizzuto e Pepati, ma gli investigatori non escludono ulteriori sviluppi e il possibile coinvolgimento di altre persone.

Il buco nei conti dell’Aci Palermo

La situazione finanziaria dell’Automobile Club Palermo ha contribuito ad alimentare l’attenzione degli investigatori. Lo scorso agosto il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Antonino Geronimo La Russa, ha avviato la procedura di liquidazione coatta amministrativa dell’Aci Palermo, realtà nata nel 1913 per iniziativa di Vincenzo Florio.

Alla fine del 2025 la prefetta di Messina, Cosima Di Stani, ha assunto l’incarico di commissario straordinario. L’esame della documentazione contabile ha fatto emergere una situazione finanziaria particolarmente critica, con un passivo vicino ai 18 milioni di euro.

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