martedì, 3 Novembre 2026
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A denunciare quanto accaduto è Ferdinando Cusimano, consigliere della Settima circoscrizione

Zen 2, vandali alla scuola Giovanni Falcone: vetri rotti e pensilina danneggiata

La scuola Giovanni Falcone dello Zen 2 torna nel mirino dei vandali. Durante la notte, alcuni giovani, secondo una prima ricostruzione, avrebbero preso di mira l’edificio, rompendo i vetri delle finestre e danneggiando la pensilina esterna che protegge l’ingresso delle aule dedicate ai bambini più piccoli. Un nuovo episodio che riaccende i riflettori sulle difficoltà del quartiere e sulla necessità di tutelare uno dei presidi educativi più importanti del territorio.

A denunciare quanto accaduto è Ferdinando Cusimano, consigliere della Settima circoscrizione, che parla di «un ennesimo attacco alla libertà e allo Stato». Il rappresentante istituzionale esprime solidarietà al dirigente scolastico, al personale, alle famiglie e agli alunni, auspicando che non si verifichino altri episodi simili.

Cusimano richiama inoltre le istituzioni alla necessità di intervenire con urgenza sul quartiere. «Ritengo sia inderogabile attuare nel più breve tempo possibile un piano di risanamento sociale, culturale e urbano. Un mancato intervento immediato rischia infatti di aggravare la situazione», sottolinea.

Sulla vicenda intervengono anche Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil, e Zaher Darwish, segretario della Camera del Lavoro dello Zen. I due chiedono un piano straordinario e coordinato, con obiettivi concreti e verificabili. Tra le priorità indicate figurano un presidio costante delle forze di sicurezza, sistemi di videosorveglianza efficienti e interventi di protezione degli edifici scolastici.

«Esprimiamo profondo disappunto, amarezza e un crescente senso di sconforto di fronte all’ennesimo atto vandalico perpetrato ai danni dell’Istituto Comprensivo Giovanni Falcone, nel quartiere Zen di Palermo. Una scuola che, ancora una volta, viene colpita e ferita proprio mentre cerca quotidianamente, attraverso il lavoro straordinario del proprio personale, di offrire alle bambine, ai bambini e alle famiglie del quartiere opportunità di crescita, istruzione, inclusione e futuro. È finito il tempo delle chiacchiere, delle dichiarazioni di solidarietà e delle passerelle istituzionali. Adesso deve cominciare il tempo dei fatti, delle scelte coraggiose e degli interventi concreti» dichiarano.

«Non possiamo continuare a chiedere alla scuola di resistere da sola mentre il governo continua a tagliare risorse e personale. La sicurezza, il diritto allo studio e il futuro dei bambini non possono essere sacrificati sull’altare del risparmio – proseguono Cirino e Darwish – Chiediamo un intervento straordinario, strutturale e coordinato fondato su impegni precisi e verificabili».

«Occorre innanzitutto garantire un presidio stabile di sicurezza, accompagnato da sistemi di videosorveglianza e protezione degli edifici realmente efficienti. Ed è indispensabile attivare un servizio continuativo di sostegno psicologico e socio educativo rivolto a lavoratori, alunni e famiglie. La ripetizione di episodi di violenza e vandalismo incide sul senso di sicurezza e sulla serenità di un’intera comunità educante. Non si può pretendere che la scuola, da sola, compensi tutte le fragilità di un territorio», evidenziano.

Anche la Cisl manifesta preoccupazione per quanto successo. La segretaria generale Federica Badami e il segretario generale della Cisl Scuola Vito Cassata estendono la propria solidarietà all’intera comunità scolastica cittadina e chiedono di rafforzare i controlli, soprattutto negli istituti delle periferie più fragili.

Per i due sindacalisti, l’episodio rappresenta «un segnale allarmante di degrado e di mancato presidio del territorio». Da qui la richiesta alle istituzioni di mettere in sicurezza la scuola, potenziare la videosorveglianza e assicurare una presenza costante. «Non possiamo lasciarli soli, bisogna garantire il diritto allo studio soprattutto in questi quartieri più difficili. Le periferie hanno bisogno di segnali concreti da parte delle istituzioni», aggiungono.

La Giovanni Falcone non è nuova a episodi di vandalismo. Quello appena denunciato riporta alla memoria anche quanto accaduto, quasi un anno fa, alla chiesa del quartiere. Per settimane alcuni gruppi di giovanissimi presero di mira l’edificio religioso con colpi d’arma da fuoco, in quello che apparve come un tentativo di intimidire chi si impegnava per la comunità, tra cui il parroco Giovanni Giannalia.

Un clima di violenza che il cardinale Corrado Lorefice aveva definito «la violenza dei codardi» e che oggi sembra tornare a colpire un altro importante punto di riferimento dello Zen: la scuola.

L’istituto, tra l’altro, ha iniziato l’anno scolastico con una nuova dirigenza. Dopo due anni alla guida della Giovanni Falcone, Massimo Valentino ha infatti lasciato l’incarico. Era subentrato a Daniela Lo Verde, l’ex dirigente arrestata nell’ambito di un’inchiesta per corruzione. Nel salutare la comunità scolastica, Valentino aveva lasciato un messaggio carico di emozione: «Allo Zen lascio un pezzo del mio cuore».

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