Ormai lo schema di questo Palermo è chiaro: fare divertire l’avversario la prima mezz’oretta per poi cafuddare all’urbisca rimettendo tutti i pezzi al posto giusto.
Il compleanno è del Palermo, ma il regalo se l’ammucca subito il Vicenza che dopo due minuti spegne la candelina, scarta la carta e ci trova quel brigante di Brighenti che sigla il gol del vantaggio veneto. I rosanero per tutta la prima frazione sono reattivi come un novanteseienne lasciato su una panchina a Mondello il dodici agosto alle 14.00. Zero iniziative, zero idee. Ma sul finire della frazione si ricordano di quanto siano corazzata: Segre, velo di Cassandro, controvelo di Johnsen, palla in verticale di Pohjanpalo per Vavassori, non vanno buon fine 432 tentativi del numero nove rosanero fin quando interviene ancora Johnsen il golfista che con la sua mazza la spinge in rete. Il simpaticissimo Arena di Torre del Greco manda tutti negli spogliatoi.
Il Palermo che esce dagli spogliatoi è una specie di Mike Tyson che mette all’angolo in malcapitato Vicenza. Contropiede letale rosanero dopo 53 minuti: Forrest Gump Segre si fa mezzo campo all’impazzata serve Vavassori che impallina Gagno come un tordo. Rosanero padroni del campo e del risultato. Arriva anche il terzo gol ed è il più bello. Sempre Vavassori si improvvisa orefice e crea un gioiello sfavillante, un pavè di diamanti che farà sicuramente sbrilluccicare gli occhi alla dirigenza dell’Atalanta.
I rosanero vincono anche questa. Venerdì c’è l’Ascoli terzo in classifica: ci attendono gli ex Brunori, Damiani e Silipo.
LE PAGELLE
Perin 5,5. PorompomperoPerin prende gol restando incollato sulla linea di porta su calcio d’angolo. Precisamente identico alla rete presa a Pisa. Ora, se due indizi fanno una prova, due gol subìti fanno un problema. Lo risolviamo? Re-inchiodato.
Cassandro 6. Lotta e sbuffa per novanta minuti facendo le due fasi da prezioso soldatino.
Peda 7. Come diceva un vecchio spot: centosettanta grammi di bontà in olio d’oliva. Insuperabile.
Ceccaroni 6,5. “Marcai Merkaj”, racconterà un giorno. E potrà farlo aggiungendo che il biancorosso l’area di rigore l’ha vista col binocolo. Promosso.
Augello 6. Non ha la precisione dei giorni migliori, ma la squadra pende talmente a sinistra che in confronto AVS è un partito di centro. Avrebbe bisogno di rifiatare, ma evidentemente non conosce l’inglese e la parola turnover.
Segre 6. Per tutto il primo tempo il dottore è in clima Halloween: un fantasmino che aleggia sul prato del Barbera. Quando nella ripresa inizia gli capita la possibilità di correre negli spazi aperti, sembra di vedere Varenne – non per niente chiamato il Capitano – al Prix d’Amerique del 2001. Serve Vavassori per il vantaggio del Palermo. Accavallato.
Dal 67° Estevez 6. Dà ossigeno ad un reparto ormai spompato.
Ranocchia 5,5. Gioca bassissimo e quasi mai ha la giocata illuminante. Meriterebbe un po’ di sano riposo.
Dal 67° Mazzitelli 6. Inserisce un contributo d’esperienza importante in un momento cruciale della gara.
Hernani 5,5. “Fuccibol bailado” gioca con freno a mano tirato. E con quell’andatura da passiàta in Via Maqueda a volte eccede in leziosismi. ma il pacchetto è questo: prendere o lasciare. Lo prendiamo e comunque ce lo teniamo stretto, stretto, stretto.
Dal 76° Gomes s.v. Bentornato, piccolo Kantè.
Johnsen 8. Ancora un gol, ancora una partita fatta di giocate tentate, riuscite, sbagliate, corse in avanti e sacrificio in ripiegamento. Chi l’avrebbe mai detto che “Circotogni” sarebbe diventato il cuore della manovra rosanero, trasformandosi da calamità a calamita?
Vavassori 9. Inarrestabile. È un “triricinu ‘n menzu ‘a ‘nsalata”, perché quando il Palermo attacca il Quaison della bergamasca c’è sempre rendendosi pericoloso mille volte. Il TAR blocca la caccia in Sicilia, ma lui sfodera ugualmente una bella doppietta. Cacciatore.
Pohjanpalo 6,5. Ora che in un frangente gli abbiamo visto fare anche il terzino destro, possiamo dire di aver visto quasi tutto. Per come sviluppa la manovra questa squadra, da centravanti può farsi sostituire benissimo anche da una sedia o da un termosifone, tanto palloni non ne arrivano. Ma è da una sua palla in verticale che nasce il pari rosanero ed è un suo colpo di testa nella trequarti del Palermo che libera il contropiede del vantaggio. Prezioso anche senza bonus +3.
Dal 67° Gabrielloni 6. Si sbatte con la solita abnegazione e pagherebbe di tasca per buttarla dentro. Purtroppo non gli capitano azioni degne di nota.
Inzaghi 6,5. “La carta viene e il giocatore si vanta”. Dire che la vittoria contro il Vicenza sia merito del turnover di Pisa non l’avrebbero detto neanche a “La sai l’ultima”. Ma va bene anche così… Ormai l’abbiamo sgamato che è il Lavoisier della panchina (“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”) e l’ormai consueto passaggio alla difesa a tre (o a cinque che dir si voglia) nell’ultimo quarto d’ora è qualcosa che sta a metà tra un copione ed una scaramanzia. Diciamo quello che vogliamo, senza, però, dimenticare che otto vittorie e due pareggi su dieci partite di campionato e due passaggi del turno in Coppa Italia non sono frutto di una combinazione astrale. Questa squadra è forte negli undici e nei suoi ricambi, ed il mister li sta gestendo in maniera quasi perfetta.


Il Quotidiano di Palermo
Editore: Mediali Impresa sociale s.r.l
Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025
Direttore responsabile: Michele Sardo