Adesso viviamo con lo smartphone in mano, sempre connessi con il mondo e circondati da chat istantanee. Molti giovani, di sicuro, non possono neppure immaginare l’epoca in cui tempo la comunicazione era affidata alle iconiche cabine telefoniche ed ai gettoni. Quei rifugi urbani scandivano la vita quotidiana con attese, file e tanti piccoli rituali oggi quasi totalmente scomparsi dalla nostra memoria.
Il suono metallico dei gettoni e lo stress delle file in attesa
Il simbolo di quell’epoca era il classico gettone metallico, con le scanalature, usato talvolta anche come moneta alternativa nei bar. C’era quel rumore metallico della caduta nella feritoia, che scandiva i minuti, e lo scatto della leva che precedeva le conversazioni. Spesso fuori dalle cabine si formavano file di persone in attesa, e chi telefonava era sottoposte alla pressione psicologica di chi bussava energicamente sui vetri per sollecitare la fine della chiamata. All’interno c’era l’odore acre dello spazio chiuso e, legati a una catenella, pesanti elenchi telefonici, sfogliati e logorati dal tempo.
Dalla rivoluzione delle schede al collezionismo
Quando il credito ottenuto dal numero di gettoni inseriti stava per esaurirsi, il telefono emetteva un bip sonoro sempre più veloce, imponendo l’inserimento rapido di altri gettoni o un frettoloso saluto, prima del taglio netto della linea. Poi, negli anni 90 arrivarono le scheda di SIP e Telecom che rivoluzionarono radicalmente le abitudini di milioni di italiani. Infatti i gettoni andarono in pensione. Si compravano facilmente dal tabaccaio, avevano vari crediti, e richiedeva il distacco di un angolino prima di essere inserite negli apparecchi pubblici. La novità delle schede generò anche una vera e propria mania di collezionismo, per le illustrazioni più rare e per alcune serie limitate.
Il trionfo dei cellulari
Oggi che stringiamo tra le mani schermi lucidi e siamo costantemente raggiungibili in ogni secondo della nostra giornata, abbiamo guadagnato la comodità della velocità dei contatti. Ma di sicuro abbiamo perso irrimediabilmente l’atmosfera di quell’epoca. Scandita dalla ricerca affannata di una cabina o un telefono pubblico e dai minuti contati. Una chiamata pubblica era un appuntamento vero, un piccolo evento carico di valore proprio perché difficile e conquistato a fatica. Guardando indietro a quelle poche cabine che stanno via via scomparendo, si avverte la nostalgia per un tempo in cui eravamo disconnessi da tutto il resto del mondo, ma meno stressati. Difficile da immaginare adesso, ma di certo un sistema di vita che aveva anche indubbi vantaggi.


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