Da anni, a Isola delle Femmine e a Capaci, basta affacciarsi al balcone o salire in auto per accorgersi di una patina chiara che si posa su ogni superficie. Ora la Regione Siciliana interviene: l’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente ha notificato una diffida al cementificio di Isola delle Femmine, imponendo all’azienda misure immediate per contenere le emissioni e proteggere ambiente e salute dei cittadini.
A far scattare il provvedimento sono stati gli accertamenti di ARPA Sicilia. Le analisi hanno trovato una corrispondenza tra la polvere rinvenuta su tetti e zone residenziali e quanto prodotto dall’impianto, un dato che dà ufficialmente un volto al problema segnalato dai residenti.
Quelle segnalazioni, del resto, si ripetono da tempo: polvere bianca su case, terrazzi, automobili e spazi all’aperto. La tensione è cresciuta fino alla nascita del comitato “Lasciateci Respirare“, che si è fatto portavoce della richiesta di controlli puntuali e di risposte concrete da parte delle istituzioni.
Sul fronte istituzionale, è già operativo un tavolo tecnico guidato dal Dipartimento regionale dell’Ambiente. Al confronto siedono i Comuni coinvolti e l’ASP, con il compito di approfondire la questione e valutare quali effetti possano esserci sulla salute della popolazione.
Per ora l’azienda non si sbilancia: la società che gestisce lo stabilimento ha comunicato che analizzerà la situazione e valuterà come rispondere alle richieste della Regione.
La diffida è un passo rilevante, ma la partita resta aperta. Si attende di vedere quali interventi verranno messi in campo dal cementificio e come gli enti competenti verificheranno la loro efficacia. Nel frattempo, chi vive in questi territori chiede che i controlli siano rigorosi e che arrivino garanzie chiare sulla qualità dell’aria che respira.


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