Un inganno gastronomico affolla le vetrine veneziane delle pasticcerie tra Rialto e la Stazione di Santa Lucia. Nelle zone a forte flusso turistico spuntano piramidi di finti cannoli siciliani spacciati per dolci tipici. Questa vera e propria trappola commerciale sfrutta l’ingenuità dei viaggiatori stranieri attratti da colorazioni sgargianti. I prodotti rappresentano tuttavia un’evidente storpiatura industriale della storica ricetta tradizionale dell’isola.
Ingredienti industriali e prezzi alle stelle
I dolci esposti nelle vetrine utilizzano farciture sintetiche a base di grassi vegetali o burro a lunga conservazione. La cialda perde ogni croccantezza rimanendo esposta per giorni all’umidità della laguna fino a diventare completamente molle. I prezzi raggiungono cifre spropositate fino a cinque euro per ciascun pezzo venduto. I critici gastronomici denunciano un grave danno culturale per l’identità culinaria veneziana e per quella siciliana.
La vera tradizione della laguna
I gestori dei locali giustificano la vendita citando la forte richiesta da parte della clientela internazionale. Gli esperti invitano invece a riscoprire le reali specialità della pasticceria locale come frittelle, galani e bussolai di Burano. Per evitare delusioni appare fondamentale diffidare dai prodotti industriali esposti unicamente per attirare scatti sui social network. La tutela della vera cucina italiana richiede infatti consapevolezza durante gli acquisti nelle città d’arte.


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