Un collaudato sistema corruttivo basato su tangenti in denaro e prelibatezze gastronomiche è stato smantellato dalle indagini della squadra mobile. L’ex medico dell’Asp Leonardo Gaziano ha patteggiato una condanna definitiva a due anni e otto mesi per aver favorito ditte sanitarie amiche. L’ortopedico otteneva denaro, olio, vino e gamberoni di Mazara del Vallo per dirottare i propri pazienti verso specifiche aziende convenzionate. Ma non solo. Gaziano avrebbe anche intascato tangenti per rilasciare certificati sanitari senza neppure visitare i malati. Avrebbe attestando gravi patologie per permettere loro di ottenere la pensione di invalidità. Spiegava anche come ingraziarsi le persone per ottenere favori: “Pesce, gli altri lo invitano a mangiare, anzi ci fanno pure i regali, perché ho visto che Contino gli regalò i gamberoni… Al direttore ogni tanto gli porti la cesta, un vitello, non lo so, un agnello te lo fai scannare, un capretto pigli e glielo porti, un poco d’olio, di vino. Ma anche “picciuli”, capito?”.Nelle scorse settimane, ma la notizia si è appresa solo ora, il medico ha patteggiato una condanna a 2 anni e 8 mesi, che ormai diventata anche definitiva.
Le condanne e il sequestro milionario
Nell’ambito della stessa inchiesta ha patteggiato una pena definitiva a quattro anni anche l’intermediario Giuseppe Nicoletti. L’uomo gestiva la rete clientelare chiedendo compensi ai pazienti per garantire l’ottenimento delle pratiche assistenziali. Durante le perquisizioni nelle sue abitazioni, i poliziotti hanno sequestrato ben un milione e duecentomila euro nascosti tra scatole e cassetti. Nicoletti arrivava a pretendere fino alla metà delle somme arretrate incassate dai falsi invalidi.
Il giudizio immediato per l’imprenditore
Il terzo principale indagato, l’imprenditore Massimiliano Contino, affronterà il giudizio immediato a partire dal mese di dicembre davanti alla terza sezione del tribunale. Contimo è amministratore unico dell’Ortopedia Barbanera srl di Tommaso Natale e titolare della “Contino Massimiliano”. Secondo i magistrati Gianluca De Leo e Andrea Zoppi, Contino beneficiava dell’invio sistematico di utenti per la fornitura di ausili ortopedici. L’indagine ha svelato un capillare meccanismo di scambio tra favori professionali, mazzette in contanti e regali di generi alimentari. In queste operazioni Nicoletti avrebbe trovato sponda in Gaziano, che con i documenti rilasciati senza neppure visitare i pazienti avrebbe consentito loro di ottenere pensioni di invalidità a cui non avrebbero avuto diritto. L’ortopedico ha intascato mazzette anche per favorire aziende “amiche”, come ha svelato un imprenditore che aveva approfittato dello stesso sistema e poi aveva deciso di parlare coi pm.


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