domenica, 25 Ottobre 2026
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200 cittadini firmano l'appello

Tram a Palermo, nuova iniziativa per salvare i 223 alberi di via Basile

La battaglia per salvare i 223 ficus microcarpa di via Ernesto Basile, a Palermo, prosegue anche nelle sedi giudiziarie. Giovedì 22 ottobre, un gruppo di cittadini ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, chiedendo il sequestro preventivo del filare di alberi che rischia la rimozione nell’ambito dei lavori per la rete tramviaria. L’iniziativa arriva dopo che il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dalle associazioni ambientaliste contrarie al taglio.

«Chiediamo il sequestro preventivo del filare per verificare se siano stati compiuti tutti i passaggi necessari per eseguire i lavori in via Basile», ha spiegato Mario Guglielmino, del comitato Salviamo gli alberi di Palermo.

L’esposto non individua di per sé una specifica fattispecie di reato, ma punta a fare chiarezza sulle procedure adottate per portare avanti il progetto. La questione è arrivata anche in Consiglio comunale, che attraverso un ordine del giorno ha chiesto ulteriori approfondimenti sul piano attuale, che prevede l’eliminazione dei ficus lungo la strada.

L’esposto firmato da circa 200 cittadini

A presentare l’atto è stato Aldo Penna, ex parlamentare nazionale, che negli ultimi mesi ha aderito al movimento Controcorrente, fondato dal deputato regionale Ismaele La Vardera. Penna ha precisato che l’iniziativa nasce dal suo impegno personale, insieme a quello di altri cittadini, senza legami con la sua appartenenza politica.

Circa 200 persone hanno firmato l’appello promosso dall’ex deputato durante una serie di incontri sul territorio. Tra questi anche quello organizzato venerdì mattina proprio in via Ernesto Basile, dove il futuro degli alberi continua ad alimentare il confronto tra sostenitori della mobilità tramviaria e difensori del patrimonio verde cittadino.

Nelle circa nove pagine dell’esposto, i promotori hanno illustrato cinque motivazioni a sostegno della richiesta. Tra i punti principali figura la differenza tra le soluzioni progettuali. Secondo quanto riportato nell’atto, il progetto definitivo consentiva di realizzare il tram mantenendo il filare di alberi, mentre il progetto esecutivo avrebbe abbandonato questa possibilità senza fornire una motivazione nota.

Una scelta che, a loro giudizio, rischia di contraddire gli stessi obiettivi ambientali dell’opera, pensata anche per ridurre l’impatto della mobilità urbana.

Inquinamento e tutela del verde al centro delle contestazioni

L’esposto dedica ampio spazio alla qualità dell’aria e agli obblighi ambientali che riguardano Palermo. Penna richiama le procedure d’infrazione europee nei confronti dell’Italia per il superamento dei limiti di alcuni inquinanti, tra cui il biossido di azoto e le polveri sottili PM10.

Il documento sottolinea quindi la necessità di valutare le conseguenze ambientali delle scelte legate alla realizzazione della rete tramviaria, soprattutto in una città che deve affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico. Negli ultimi anni, l’amministrazione comunale ha avviato diversi interventi per affrontare le criticità legate al traffico, tra cui il progetto di una nuova bretella in viale Regione Siciliana.

Sul piano tecnico, Penna contesta inoltre l’assenza di una Valutazione ambientale strategica (VAS) sul progetto e richiama la mancata approvazione di un Piano urbano della mobilità sostenibile da parte del Comune di Palermo. Si tratta di aspetti che, secondo i promotori dell’esposto, meritano ulteriori verifiche.

Un altro punto riguarda il ruolo degli alberi nella lotta ai cambiamenti climatici. I firmatari criticano un approccio che, a loro avviso, concentra l’attenzione soprattutto sulle emissioni di anidride carbonica, senza considerare adeguatamente l’importanza del patrimonio arboreo urbano.

Pur non avendo una tossicità diretta paragonabile a quella di altri inquinanti atmosferici, la CO₂ contribuisce infatti al riscaldamento globale. Per questo, ricordano i promotori, le politiche europee per il clima indicano anche la piantumazione di alberi tra gli strumenti utili a contrastare il cambiamento climatico.

La richiesta alla Procura punta dunque a verificare la correttezza dell’iter seguito per i lavori e le ragioni che hanno portato a prevedere la rimozione dei 223 ficus. Intanto, il confronto sul futuro del verde di via Basile resta aperto.

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