La Polizia ha rintracciato il presunto autore e gestore della pagina Instagram «Movimento 17 ottobre», ritenuta il punto di riferimento per l’organizzazione delle recenti manifestazioni nelle città del Nord Italia. Come rivelato dal Tg1, l’uomo è un trentenne italiano di seconda generazione di origini marocchine, e non palestinesi come ipotizzato inizialmente. Il giovane, iscritto all’anagrafe in provincia di Brescia, è stato trasferito negli uffici della Questura di Milano per sostenere l’interrogatorio degli inquirenti.
Gli accertamenti della Polizia a Milano
Contestualmente al fermo, gli agenti delle forze dell’ordine hanno fatto scattare una perquisizione all’interno di un appartamento nella periferia del capoluogo lombardo, riconducibile a una conoscente del trentenne. L’operazione punta a raccogliere elementi utili per fare piena luce sulla gestione del profilo social e sul coordinamento delle iniziative sul territorio. Il presunto amministratore del profilo «Movimento 17 ottobre», il 30enne Youssef Siher, è stato indagato dalla Procura di Milano per istigazione a delinquere aggravata.
Il profilo dell’attivista e il percorso di studi
Un curriculum accademico di primo piano, specializzazioni in geopolitica, un dottorato e un’attività da giornalista freelance con articoli pubblicati anche su Il Fatto Quotidiano e Il Foglio. Vengono alla luce nuovi particolari su Youssef Siher, l’uomo rintracciato dalla Polizia perché ritenuto l’organizzatore delle proteste nel Settentrione. Laureato in Comunicazione e poi magistrale in Scienze politiche, sul web si descrive come un professionista determinato, rigoroso e proiettato ai risultati. Poliglotta, domina italiano e arabo come madrelingua oltre a padroneggiare inglese e spagnolo. A confermare che sia stato lui a fondare la chat da cui si è sviluppato il movimento è il Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. (Foto open.it)


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