Salgono a sei le scosse di terremoto, d’intensità pari o superiore a magnitudo tre, registrate da martedì sera nel Tirreno meridionale. L’ultimo evento tellurico si è verificato alle dieci e due di questa mattina 23 ottobre 2026, con una magnitudo di tre punto nove. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha localizzato l’ipocentro a circa venticinque chilometri di profondità al largo delle Eolie. Si tratta della scossa più potente rilevata dall’inizio di questo nuovo fenomeno sismico in mare.
La terra aveva già tremato durante la notte precedente, quando alle due e dieci i sismografi avevano registrato un’altra scossa. In quel caso la magnitudo era stata di tre punto quattro con ipocentro a trentadue chilometri sotto il livello del mare. La sequenza ha preso il via la tarda serata di martedì 20 ottobre, con un primo evento di magnitudo tre punto otto. Nei giorni successivi sono seguite diverse repliche con un’intensità compresa tra due punto otto e tre punto sette.
A differenza dei soliti terremoti profondi della zona, gli ipocentri attuali risultano relativamente superficiali, compresi tra dieci e trentadue chilometri. Questo fenomeno non appare legato alla classica subduzione della litosfera ionica al di sotto dell’arco calabro. L’intera area del settore marittimo tirrenico resta comunque caratterizzata da una sismicità molto frequente. La situazione rimane sotto costante osservazione attraverso la rete di monitoraggio dell’Ingv.
Aggiornamento delle 12.05
Sul sito dell’Ingv è stato aggiornato il dato del terremoto di magnitudo ML 4.3 avvenuto nella zona del Tirreno Meridionale [Mare] alle 11:51:38 ad una profondità di 24 km.


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