venerdì, 23 Ottobre 2026
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Strage di cicogne nella Piana di Gela: i piccoli muoiono per aver ingerito plastica e lacci emostatici scambiati dai genitori per cibo

Piana di Gela, trappola mortale nei nidi delle cicogne: lacci emostatici scambiati per lombrichi

I nidi artificiali installati nella Piana di Gela dovevano garantire una dimora protetta e al riparo dai tralicci dell’alta tensione. Oggi però proprio all’interno di quei rifugi sicuri si sta consumando una silenziosa tragedia ambientale che mina la sopravvivenza dei volatili. A stroncare i piccoli non sono più le scariche elettriche ma il cibo somministrato quotidianamente dai genitori. Le immagini documentano una realtà drammatica, con gli adulti intenti a imboccare i pulcini usando sacchetti di plastica, elastici e lacci emostatici scambiati per lombrichi.

L’analisi condotta dagli ornitologi della riserva Geloi Wetland sui dodici esemplari trovati morti ha confermato la presenza diffusa di materiali sintetici nell’apparato digerente. Questi scarti provocano blocchi intestinali letali e sofferenze atroci prima del decesso dei giovani volatili. La presenza di dispositivi medici solleva forti dubbi sulla corretta gestione e sul potenziale abbandono illegale di materiali sanitari pericolosi nelle campagne circostanti. Attorno all’area protetta proliferano da anni diverse discariche abusive colme di scarti edili e scarti di lavorazione industriale o agricola.

L’ornitologo Angelo Scuderi evidenzia come la fauna locale rappresenti soltanto la spia visibile di un inquinamento territoriale ben più profondo e diffuso. Nonostante i costanti interventi di bonifica eseguiti dentro la riserva, il raggio di ricerca degli animali travalica ampiamente i confini protetti. Le autorità e gli esperti si interrogano ora sulla reale provenienza dei presidi medici dispersi nell’ambiente interessato. L’intera vicenda richiede approfondimenti urgenti per individuare i responsabili dello sversamento e tutelare l’ecosistema della Piana di Gela.

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