martedì, 20 Ottobre 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

La proposta punta a trasformare il waterfront di Palermo in un centro di ricerca, innovazione e tutela ambientale del Canale di Sicilia

Calabrese, I Circoscrizione: «Cala e Molo Trapezoidale diventino un polo scientifico»

«Palermo guarda al futuro e il futuro parte dal suo mare. È arrivato il momento di trasformare l’area della Cala e del Molo Trapezoidale in un polo strategico per la Blue economy, capace di coniugare ricerca scientifica, innovazione tecnologica, tutela ambientale e nuove opportunità di lavoro per i giovani», lo dichiara Tiziana Calabrese, consigliera della Prima Circoscrizione.

«Sulla base dei modelli di numerose città europee, come Barcellona, Marsiglia e Rotterdam, che hanno investito nella trasformazione delle aree portuali in luoghi di innovazione, ricerca e sviluppo legati al mare, è necessario rimodulare l’area della Cala e del Molo Trapezoidale, trasformandola in un vero hub della conoscenza: Palermo deve guardare alle grandi esperienze europee, costruendo una propria identità mediterranea. Dopo Ravenna, Palermo potrebbe diventare la prossima Capitale italiana del mare nel 2027. Ma per trasformare questa possibilità in una prospettiva concreta è necessario lavorare fin da ora a un nuovo rapporto tra il mare e i cittadini. Non bastano gli eventi, le dichiarazioni d’intenti o la valorizzazione turistica del Waterfront: serve una visione politica capace di mettere al centro la conoscenza, la protezione degli ecosistemi marini e il coinvolgimento della comunità».

Tiziana Calabrese, consigliera I circoscrizione
Tiziana Calabrese, consigliera I circoscrizione

«Non bisogna sottrarre questi luoghi alla città, ma restituire loro una funzione strategica. E’ necessario creare spazi capaci di generare conoscenza, attrarre competenze, sostenere nuove imprese e contribuire alla salvaguardia dell’ambiente marino. Il mare deve diventare un’infrastruttura scientifica ed economica: questi spazi della prima circoscrizione possono ambire a diventare un polo scientifico dedicato alla tutela del Canale di Sicilia».

«Il centro di ricerca che immagino deve comprendere laboratori aperti, progetti di citizen science, attività di divulgazione scientifica e percorsi educativi rivolti alle scuole. L’auspicio è che gli studenti possano conoscere direttamente gli ecosistemi marini, partecipare a iniziative di monitoraggio e comprendere il valore della biodiversità. Per tradurre questa visione in progetto si è pensato a cinque direttrici: candidare l’area ai finanziamenti europei per la tutela del mare, istituire un centro di ricerca oceanografica per il monitoraggio ambientale, realizzare il Digital Twin del canale di Sicilia, trasformare il molo in un incubatore della Blue economy e dare spazio a Startup innovative, ingegneri, biologi marini, informatici, oceanografi e ricercatori: il mare deve diventare un patrimonio da studiare, proteggere e valorizzare attraverso il lavoro e le competenze», conclude».

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