domenica, 18 Ottobre 2026
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I presidi dei due partiti

Palermo, Varchi in piazza contro il burqa e il Pd replica: «I problemi veri sono altri»

È in corso a Palermo la mobilitazione di Fratelli d’Italia contro il burqa e l’integralismo islamico. L’iniziativa, promossa da Carolina Varchi, esponente siciliana del partito ed ex vicesindaco, prevede un gazebo in via Magliocco, di fronte a via Ruggero Settimo, per incontrare i cittadini e raccogliere firme a sostegno di un disegno di legge contro la diffusione dell’integralismo islamico.

Alla manifestazione partecipa Sara Kelany, responsabile nazionale del Dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia, per illustrare i contenuti della battaglia politica portata avanti dal partito a livello nazionale. I militanti distribuiscono inoltre volantini per sensibilizzare i cittadini sul tema del velo integrale.

L’iniziativa apre un nuovo fronte di confronto politico in vista delle prossime elezioni comunali. Il Partito democratico, attraverso Salvo Altadonna, docente e capogruppo nella V Circoscrizione, contesta infatti la scelta di mettere il burka al centro del dibattito cittadino.

«Il burqa a Palermo non esiste. I problemi veri, sì – dichiara Altadonna -. Riteniamo l’iniziativa scandalosa e oltraggiosa per i palermitani, e le ragioni sono più di una».

In contemporanea, anche il Partito democratico scende in piazza con un presidio alla Rosa dei Venti, al porto di Palermo, di fronte alla Camera di Commercio. L’appuntamento, fissato alle 10, punta a riportare l’attenzione sulle emergenze quotidiane della città, dal caro carburanti all’aumento del costo della vita, fino alle criticità legate a strade, rifiuti e servizi pubblici.

Lo slogan scelto per la mobilitazione è «Palermo si è rotta». Il Pd contesta quella che considera una priorità politica lontana dai bisogni concreti dei cittadini e invita a concentrare il confronto elettorale sulle difficoltà che famiglie e quartieri affrontano ogni giorno. Il presidio nasce proprio in risposta all’iniziativa di Fratelli d’Italia, con l’obiettivo di contrapporre alla campagna contro il burka una denuncia dei problemi irrisolti della città.

Altadonna: «Si distoglie l’attenzione dai problemi reali»

Nel mirino del capogruppo del Pd finiscono il caro carburanti, l’aumento del costo della vita, gli stipendi insufficienti, le strade dissestate, i rifiuti e la scarsa manutenzione del verde pubblico. Per Altadonna, questi sono i temi sui quali chi aspira a governare Palermo dovrebbe concentrare il confronto elettorale, indicando soluzioni concrete.

«Nessun palermitano – prosegue Altadonna – si sveglia la mattina preoccupato dal burqa. Presentare un tema simbolico, importato dal dibattito nazionale, come la prima urgenza di chi vuole governare Palermo significa raccontare una città che non esiste. Una distrazione di massa. Il banchetto serve a spostare l’attenzione».

L’esponente dem critica anche il passato amministrativo di Varchi, che ha ricoperto il ruolo di vicesindaco. «La responsabilità di chi ha governato. Varchi è stata vicesindaco di questa città. Ai palermitani non servono slogan identitari ma un bilancio: cosa è stato fatto sulle buche, sui rifiuti, sui servizi. Aprire la campagna elettorale evitando questi temi è, per chi ha amministrato, anche un modo di evitare il conto» prosegue.

Il Pd chiama in causa anche Lagalla

Altadonna allarga poi la polemica al sindaco Roberto Lagalla, che ha manifestato l’intenzione di ricandidarsi. Il capogruppo dem chiede al primo cittadino di chiarire la posizione della sua coalizione e attacca i toni della campagna contro il velo integrale, che a suo giudizio rischia di alimentare divisioni.

«L’attuale Sindaco Lagalla parla di una sua ricandidatura mentre la sua alleata Carolina Varchi lo ha già soppiantato, al Prof. Lagalla chiediamo di fare chiarezza sulla campagna d’odio che i suoi alleati stanno portando avanti» continua Altadonna.

Il rappresentante del Pd sostiene che la tutela delle donne passi soprattutto attraverso servizi, sicurezza, lavoro e asili, non attraverso iniziative simboliche. Da qui l’appello a riportare il dibattito sulle questioni che incidono concretamente sulla vita dei palermitani.

«Palermo merita una campagna elettorale che parta dalla realtà. Chiediamo – conclude Altadonna – ai candidati di parlare di rifiuti, trasporti, strade e costo della vita, e di spiegare come intendono risolverli. Il resto è propaganda».

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