I dirigenti scolastici esprimono solidarietà a Serena Roccaro, alla guida dell’Istituto comprensivo Publio Virgilio Marone-Tomaselli di Palermo, finita al centro delle polemiche dopo il caso di contaminazione idrica che ha interessato la scuola. In una nota, i colleghi contestano le ricostruzioni che attribuiscono alla dirigenza scolastica parte delle responsabilità e chiedono al Comune interventi strutturali, soluzioni per garantire il diritto allo studio e maggiore collaborazione istituzionale.
La presa di posizione arriva dopo il clamore suscitato dalla vicenda e la nota che il sindaco Roberto Lagalla ha inviato all’Asp 6, agli uffici comunali e, per conoscenza, alla stessa dirigente. I firmatari respingono le contestazioni rivolte a Roccaro e chiedono di distinguere con chiarezza le competenze della scuola da quelle dell’amministrazione comunale.
««Basta scaricabarile sulla scuola: la sicurezza strutturale e degli impianti è dovere inderogabile dell’Ente locale» sottolineano i dirigenti, che giudicano inaccettabile il tentativo di individuare nella preside il capro espiatorio di problemi che, a loro avviso, riguardano la gestione e la manutenzione degli edifici scolastici.
Contaminazione idrica, i dirigenti scolastici: «La documentazione spetta al Comune»
Uno dei punti contestati riguarda la presunta tardività delle segnalazioni, i tempi dei controlli e la disponibilità della documentazione tecnica relativa agli edifici. La scuola non deve custodire gli atti che certificano la conformità degli immobili e degli impianti. Fascicoli tecnici, schemi delle reti idriche e documentazione su cisterne e autoclavi rientrano infatti, sostengono, nelle competenze degli uffici comunali che si occupano di edilizia scolastica.
I dirigenti contestano anche le osservazioni sulle presunte discrepanze tra la prima sanificazione, eseguita il 6 e 7 ottobre dalla ditta incaricata, e i risultati dei campionamenti successivi. Le analisi hanno rilevato concentrazioni elevate di Legionella, fino a 52.000 unità per litro nel plesso Trinacria, oltre alla presenza di batteri coliformi.
Per i firmatari, questi risultati dimostrano la necessità di affrontare il problema con interventi radicali sulle condutture e sulle autoclavi, senza limitarsi a trattamenti superficiali. La bonifica, sostengono, deve riguardare gli impianti e risolvere le criticità alla radice.
Chiusura della scuola, «una scelta necessaria per tutelare la salute»
La nota affronta anche i tempi con cui la dirigenza ha gestito l’emergenza. I colleghi di Roccaro respingono le critiche su ciò che, secondo alcune ricostruzioni, la scuola avrebbe potuto fare prima e ricordano che il mese di settembre comporta numerosi adempimenti amministrativi, gestionali e organizzativi.
I dirigenti difendono inoltre la sospensione delle attività didattiche, che ha coinvolto circa 1.190 alunni e alunne per dieci giorni. A loro giudizio, concentrare l’attenzione sui disagi per le famiglie e sul funzionamento della scuola significa trascurare la priorità della vicenda. Proteggere la salute degli studenti, del personale e dell’intera comunità scolastica.
La chiusura cautelativa, sostengono, non rappresenta una semplice difficoltà organizzativa, ma una misura necessaria di fronte a un rischio per la salute pubblica.
La responsabilità degli impianti e la richiesta di interventi al Comune
I firmatari richiamano la legge 23 del 1996 e l’articolo 18, comma 3, del decreto legislativo 81 del 2008 per ribadire la responsabilità dell’ente proprietario in materia di edifici scolastici e impianti. Attribuire alla dirigente la responsabilità delle condizioni igienico-sanitarie e strutturali degli immobili significa confondere ruoli e competenze.
La gestione di una scuola, ricordano, comporta già responsabilità complesse: dalla didattica al personale, dall’inclusione agli adempimenti contabili, fino alla cura della comunità scolastica. Non si può quindi chiedere ai dirigenti di farsi carico anche delle condizioni di impianti che non rientrano nelle loro competenze.
Per questo, i colleghi di Roccaro chiedono all’amministrazione comunale di avviare bonifiche radicali, interventi di manutenzione straordinaria e lavori di ripristino efficaci, accompagnati da adeguate certificazioni. Sollecitano inoltre soluzioni logistiche immediate e dignitose per consentire agli studenti di tornare a seguire le lezioni, limitando i disagi per le famiglie e il personale.
L’ultimo appello riguarda il rapporto tra istituzioni. I dirigenti chiedono al Comune di ristabilire un clima di collaborazione fondato sul rispetto delle rispettive competenze e di sostenere concretamente la comunità scolastica, evitando polemiche pubbliche.


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