La riorganizzazione delle date dei sacramenti approda nei palazzi della politica palermitana con l’apertura di un tavolo d’emergenza sulle sorti dell’indotto economico legato alle cerimonie. Nel corso di un vertice a Palazzo Palagonia, una delegazione composta da Confimprese Palermo e dal Comitato Fede, Economia e Comunità si è confrontata con il sindaco Roberto Lagalla, lanciando un chiaro allarme per circa trecento posti di lavoro a rischio nelle microimprese locali, una contrazione occupazionale paragonata per entità al caso Almaviva ma finora rimasta quasi del tutto invisibile all’attenzione pubblica. la crisi coinvolge circa 300 posti di lavoro nelle microimprese che operano nei settori legati alle cerimonie.
I rappresentanti di categoria hanno espresso gratitudine al primo cittadino per il tentativo di mediazione promosso verso l’Arcidiocesi, stigmatizzando al contempo il silenzio opposto dalla Curia. Il presidente di Confimprese, Giovanni Felice, ha precisato come i consueti bandi comunali per gli investimenti non possano bastare a salvare attività colpite da una drastica riduzione delle commesse, sollecitando interventi di sostegno mirati a garantire la sopravvivenza immediata delle piccole imprese coinvolte.
Pur senza contestare i principi della riforma catechistica rivolta ai bambini, l’associazione ha infine posto l’accento sui pesanti limiti strutturali che ne ostacolano l’applicazione nelle parrocchie. La carenza di locali adeguati e la scarsità di catechisti rischiano infatti di compromettere il percorso formativo delle famiglie, spingendo il Comitato a proseguire un’azione costante di dialogo affinché le esigenze religiose e la tenuta economica del territorio possano trovare una sintesi sostenibile.


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