giovedì, 15 Ottobre 2026
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Il Tribunale civile condanna il Comune a pagare oltre 52mila euro a una cinquantanovenne che si era rotta il femore in via Serradifalco, ma riconosce una disattenzione della vittima

Si rompe il femore cadendo in una buca di Palermo: il Comune, con lo sconto del 30%, paga 52mila euro

Un passeggiata pomeridiana tra amiche si è trasformata all’improvviso in una rovinosa caduta e in un lungo ricovero all’ospedale Villa Sofia. Protagonista dell’episodio una donna di cinquantanove anni che, mentre percorreva via Serradifalco in direzione di Palazzo Ziino insieme a una conoscente, è finita con il piede in una buca non segnalata né recintata sul marciapiede all’altezza del civico 155, riportando la frattura del femore sinistro. Dopo aver tentato invano un bonario componimento con il Comune, inviando due richieste via PEC rimaste senza alcun riscontro, la danneggiata si è vista costretta ad adire le vie legali, assistita dal proprio legale di fiducia, per ottenere il riconoscimento dei danni subiti da parte dell’amministrazione cittadina.

Confermata piena pericolosità dell’insidia stradale

Il procedimento dinanzi alla terza sezione monocratica del Tribunale civile si è concluso con l’accertamento della responsabilità del Comune di Palermo in qualità di custode della rete stradale urbana, tenuto per legge alla sua costante manutenzione. A nulla sono servite le contestazioni generiche dell’ente municipale, che ha cercato impropriamente di scaricare la colpa sulla società partecipata RAP senza tuttavia provvederne alla formale chiamata in causa. Le testimonianze e i rilievi fotografici evidenziati nel corso del dibattimento hanno confermato la piena pericolosità dell’insidia stradale e il nesso diretto con la lesione riportata, determinando così la condanna dell’amministrazione al ristoro economico delle spese e dei danni patiti.

Concorso di colpa

La decisione del giudice ha tuttavia introdotto un significativo elemento di concorso di colpa, valutato nella misura del trenta per cento a carico della stessa vittima. Trattandosi di un incidente avvenuto in pieno giorno e in un tratto di strada estremamente vicino all’abitazione della signora, la sentenza ha evidenziato come la conoscenza dei luoghi avrebbe dovuto indurre la pedone a una maggiore prudenza, idonea a evitare l’impatto o ad attenuarne le conseguenze. Alla luce di questa riduzione proporzionale, la somma complessiva quantificata dal tribunale a titolo di risarcimento è stata rideterminata nell’importo finale di 52.154,44 euro.

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