Meno adempimenti per chi guida e un deciso passo avanti verso la digitalizzazione della burocrazia automobilistica. Sono le linee guida del nuovo Codice della Strada approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri su impulso del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il provvedimento punta a modernizzare la normativa sulla circolazione adattando le scadenze legali all’allungamento dell’aspettativa di vita e all’evoluzione tecnologica dei dispositivi mobili, trasformando in modo concreto la routine quotidiana di milioni di guidatori nel Paese.
La novità di maggior impatto per i possessori della classica patente B e per chi guida motocicli riguarda il prolungamento dei tempi di rinnovo. Se in precedenza la validità decennale del documento terminava al compimento dei cinquant’anni per poi passare a scadenze quinquennali, la nuova riforma innalza tale soglia fino ai sessantacinque anni. Questo prolungamento tiene conto delle buone condizioni fisiche della popolazione in fascia d’età matura e consente ai conducenti ancora attivi di posticipare le periodiche visite mediche senza compromettere la sicurezza complessiva sulla rete stradale.
Un altro pilastro fondamentale della riforma riguarda la gestione della documentazione di bordo direttamente dai dispositivi digitali. In sede di controllo da parte delle forze dell’ordine, i cittadini potranno esibire la patente e il libretto di circolazione in formato elettronico sullo smartphone. Questa soluzione cancella l’obbligo di portare con sé i supporti cartacei originali e mette al riparo gli automobilisti dalle sanzioni amministrative tradizionalmente previste in caso di dimenticanza dei documenti a casa.


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