Imbarcazioni dal valore di centinaia di migliaia di euro, ma con ricavi quasi inesistenti. È quanto hanno scoperto i finanzieri del Gruppo di Trapani e della Sezione Operativa Navale durante l’operazione “Rotta fiscale”, avviata per verificare il corretto utilizzo del Bonus Mezzogiorno nel settore della nautica da diporto. I controlli hanno fatto emergere diverse irregolarità e crediti d’imposta non spettanti per circa 370mila euro.
L’indagine è partita dal confronto tra le fatture delle società beneficiarie dell’agevolazione e i dati registrati dalla strumentazione elettronica installata a bordo delle imbarcazioni. L’analisi ha permesso di verificare se i natanti svolgessero effettivamente un’attività imprenditoriale, come richiede la normativa.
Il Bonus Mezzogiorno
Il Bonus Mezzogiorno, introdotto dalla legge 208 del 2015, sostiene gli investimenti delle imprese, compreso l’acquisto di imbarcazioni da diporto, a condizione che queste generino reddito d’impresa. La legge prevede inoltre che le aziende non cedano i beni prima del quinto periodo d’imposta successivo alla loro entrata in funzione. Quando affidano i natanti ad altre imprese, le società proprietarie devono mantenere direttamente i rischi e le responsabilità legati alla navigazione.
Dopo una prima analisi delle aziende coinvolte, durante l’estate i finanzieri hanno effettuato verifiche direttamente a bordo delle imbarcazioni. Gli investigatori hanno raccolto informazioni sulle ore di navigazione, sulle uscite in mare e sulle rotte percorse, confrontando successivamente questi dati con le fatture e i contratti di locazione.
Gli accertamenti hanno individuato due principali modalità di utilizzo irregolare dell’agevolazione. In alcuni casi, le società avevano acquistato imbarcazioni molto costose senza generare ricavi proporzionati agli investimenti, facendo emergere il sospetto di un utilizzo prevalentemente privato dei mezzi, anziché imprenditoriale.
In altri, le aziende proprietarie avevano affidato la gestione delle imbarcazioni a società terze, trasferendo loro anche i rischi e le responsabilità della navigazione, in contrasto con i requisiti previsti dalla normativa.
Quasi tutti i controlli fiscali hanno portato alla contestazione di irregolarità. I finanzieri hanno così individuato crediti d’imposta non spettanti, indebitamente generati e utilizzati in compensazione, per un valore complessivo di circa 370mila euro.
L’operazione ha già prodotto i primi risultati sul fronte della riscossione. Uno dei contribuenti sottoposti a verifica ha infatti accolto integralmente i rilievi della Guardia di finanza, riconoscendo somme per oltre 50mila euro.
Con l’operazione “Rotta fiscale”, le Fiamme Gialle confermano l’attenzione sul corretto impiego delle agevolazioni pubbliche, con l’obiettivo di tutelare le risorse destinate alle imprese e alla collettività.


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