giovedì, 8 Ottobre 2026
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Nel mirino finiscono in particolare le decisioni sulla pedonalizzazione davanti agli istituti scolastici e la regolamentazione degli artisti di strada

Palermo, sicurezza e centro storico: Calabrese chiede un tavolo permanente

La gestione della sicurezza e della vivibilità nel centro storico di Palermo torna al centro del dibattito politico. Tiziana Calabrese, esponente del Pd nella Prima Circoscrizione, chiede all’amministrazione comunale di istituire un tavolo permanente di confronto con scuole, famiglie, comitati civici, artisti, categorie economiche e istituzioni.

Nel mirino finiscono in particolare le decisioni sulla pedonalizzazione davanti agli istituti scolastici e la regolamentazione degli artisti di strada, considerate dall’esponente dem prive di una programmazione stabile.

«Istituire subito un tavolo di confronto permanente con scuole, famiglie, comitati civici, artisti e categorie economiche e rappresentanti delle Istituzioni a garanzia di sicurezza e vivibilità» dichiara Calabrese.

«È questa una logica iniziativa per opporsi all’assenza di una vera e propria organizzazione strutturale, di una visione di città, di una cabina di regia e di un evidente ammanco di trasparenza su temi cruciali come la pedonalizzazione davanti le scuole o gli artisti di strada da parte di questa Amministrazione».

​«Approvare, infatti, delibere nel mese di giugno per poi ritirarle qualche mese più tardi determina solo una evidente confusione per residenti e lavoratori spiazzati, appunto, dall’assenza della certezza di regole nel territorio» aggiunge.

​«Il “fiore all’occhiello” di tutto ciò è stata le revoca della pedonalizzazione in area Liceo Regina Margherita e i continui cambi di rotta sulla regolamentazione degli artisti di strada – continua e conclude -.Credo sia ovvio dotare Palermo di una vera programmazione e di una maggiore tutela per tutti: per gli studenti che oggi sono costretti a manifestare per chiedere sicurezza, per i residenti e per le attività del centro storico in balia solo di scandalosa approssimazione».

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