giovedì, 8 Ottobre 2026
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Sarebbero stati consegnati 5 mila euro

Inchiesta su Armao, un nuovo indagato: soldi consegnati in un ufficio del Senato

L’inchiesta della Procura di Palermo su Gaetano Armao si allarga con un nuovo indagato e un’ulteriore presunta consegna di denaro. Dagli atti depositati dalla Procura emerge che l’ex vicepresidente della Regione avrebbe ricevuto 5 mila euro da un imprenditore pugliese, Mario Doronzo, all’interno di un ufficio del Senato a Roma.

Secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia la vicenda risalirebbe alla fine di ottobre del 2025 e avrebbe avuto come teatro il terzo piano dello stabile di via degli Staderari 2, nell’ufficio di Marcello Vernola. All’epoca dei fatti, Vernola, già presidente della Provincia di Bari ed ex eurodeputato, ricopriva l’incarico di consigliere giuridico della commissione Ambiente del Senato.

Gli investigatori della Squadra Mobile, nell’ambito dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Francesca Mazzocco e condotta sotto la guida di Antonio Sfameni, avrebbero ricostruito l’episodio attraverso le intercettazioni ottenute con il trojan installato sul telefono di Armao.

Le intercettazioni

Nelle conversazioni intercettate Doronzo avrebbe fatto riferimento a una somma già consegnata in precedenza e ad altri 5 mila euro portati per «chiudere la partita». Gli investigatori avrebbero poi captato il rumore di buste e carta, elementi che avrebbero contribuito alla ricostruzione della presunta consegna.

Doronzo risulta indagato in un filone distinto dell’inchiesta. L’imprenditore avrebbe consegnato ad Armao diverse somme di denaro. Gli investigatori avrebbero inoltre documentato altri incontri tra l’ex vicepresidente della Regione e diversi interlocutori, avvenuti sia in sedi istituzionali sia in ristoranti e locali pubblici.

Dalle carte emergerebbe anche il presunto sistema utilizzato per custodire il denaro. Armao avrebbe ricevuto alcune somme direttamente in automobile per poi nasconderle nel proprio studio professionale, all’interno di orologi a pendolo o librerie. La presunta consegna avvenuta a Roma rappresenterebbe un ulteriore tassello dell’inchiesta e porterebbe per la prima volta il presunto giro di denaro anche all’interno di una sede del Parlamento.

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