A distanza di mesi dalla riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco da parte della Procura della Repubblica di Pavia, la famiglia Poggi ha scelto il salotto televisivo di Verissimo per rompere un lungo e rigoroso riserbo. Nel corso del colloquio con la conduttrice Silvia Toffanin su Canale 5, i genitori di Chiara hanno voluto fare il punto della situazione rispetto alle recenti indiscrezioni investigative, difendendo con fermezza l’esito dei processi passati. Il padre Giuseppe ha chiarito di non voler intervenire nei dettagli del nuovo fascicolo, confermando di non aver letto nemmeno una riga sugli ultimi accertamenti relativi all’impronta di scarpa o all’ipotesi di una prolungata agonia della figlia. L’uomo ha ribadito che la giustizia ha già individuato in Alberto Stasi il responsabile del delitto e che, pur pronti a prendere atto di eventuali sviluppi futuri, al momento l’attuale quadro resta circoscritto a una semplice attività d’indagine.
“Fino a prova contraria il colpevole è Alberto Stasi”
A supporto della posizione familiare si è unita anche la madre Rita, la quale ha ripercorso la complessa vicenda processuale ricordando come la condanna di Alberto Stasi sia arrivata al termine di ben cinque processi, tra due assoluzioni e tre condanne, resistendo successivamente anche ai ricorsi presentati dalla difesa al Presidente della Repubblica e alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Per i coniugi Poggi la responsabilità penale rimane dunque quella sancita in via definitiva, superabile soltanto da un eventuale processo di revisione in presenza di elementi inediti. Sebbene la difesa lasci presagire novità clamorose e alcuni individuino possibili spunti nelle tracce dei pedali della bicicletta, per la Procura generale di Milano il percorso verso una revisione rimane ancora estremamente lungo e tortuoso.
Incessante e soffocante pressione mediatica
Oltre agli aspetti legali, l’intervista ha messo in luce la profonda sofferenza della famiglia di fronte all’incessante e soffocante pressione mediatica che circonda la memoria di Chiara. Mamma Rita ha raccontato l’amarezza di dover affrontare giornate in cui fino a sette programmi televisivi diversi tornano a occuparsi della vicenda, trasformando la tragedia familiare in un argomento di discussione permanente. Questa continua sovraesposizione si riallaccia direttamente al recente richiamo della procuratrice generale Francesca Nanni, che ha ricordato come la cronaca giudiziaria debba limitarsi al proprio ruolo informativo ed evitare di alimentare tribunali paralleli sui social network, in televisione o sulle pagine dei giornali.



Il Quotidiano di Palermo
Editore: Mediali Impresa sociale s.r.l
Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025
Direttore responsabile: Michele Sardo