Nuovo sviluppo nell’inchiesta della Procura di Palermo che coinvolge l’ex vicepresidente e assessore della Regione Siciliana Gaetano Armao. I pubblici ministeri hanno chiesto al gip una misura cautelare nei suoi confronti nell’ambito di un’indagine per corruzione.
Nelle scorse ore gli investigatori della Squadra Mobile hanno eseguito perquisizioni nell’abitazione dell’avvocato e nei suoi studi professionali di Palermo e Roma. Le attività hanno interessato anche alcuni uffici della Regione.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunta Francesca Mazzocco, coinvolge complessivamente nove persone. Tra gli indagati figurano, oltre ad Armao, l’avvocato Pietro Luigi Matta e diversi imprenditori. Per tutti la Procura ha chiesto al giudice l’applicazione di una misura cautelare.
Al centro degli accertamenti figura la Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, organismo che valuta i progetti industriali ed energetici, compresi quelli legati alle energie rinnovabili. Armao ha guidato la commissione fino allo scorso agosto.
Attorno ad alcuni procedimenti potrebbero essere circolate somme di denaro per orientare i pareri tecnici relativi ai dossier sottoposti all’esame della commissione. Gli inquirenti stanno quindi cercando di ricostruire l’eventuale esistenza di un sistema corruttivo collegato alle autorizzazioni.
Inchiesta per corruzione, i nove indagati
Oltre a Gaetano Armao, la Procura indica tra gli indagati Giuseppe Argirò, 57 anni, di Ventimiglia; Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo, 54 anni; Giuseppe Geremia Lombardo, 44 anni, deputato regionale all’Ars e nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo; Mario Lupo, 64 anni; Marco Malacarne Gentile, 47 anni, nato ad Aosta; Pietro Luigi Matta, 70 anni; Sergio Vella, 57 anni, di Agrigento; e Luigi Zancla, 83 anni, di Castroreale, nel Messinese.
Gli agenti della Squadra Mobile hanno lavorato per diverse ore nelle abitazioni e negli studi riconducibili ad Armao, acquisendo elementi utili all’indagine. La Procura ha inoltre notificato agli indagati l’invito a comparire davanti al gip per l’interrogatorio preventivo. La procedura, prevista dalla normativa entrata in vigore con la riforma delle misure cautelari, precede la decisione del giudice sulla richiesta della Procura.
Considerata la professione forense di uno degli indagati, durante le perquisizioni ha partecipato alle operazioni anche un magistrato della Procura, come previsto dalla legge. Il procuratore Maurizio de Lucia ha ribadito che, allo stato attuale del procedimento, vale per tutti gli indagati il principio della presunzione di innocenza.



Il Quotidiano di Palermo
Editore: Mediali Impresa sociale s.r.l
Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025
Direttore responsabile: Michele Sardo