Dopo il caso della storica concessione della Italo-Belga, a Mondello si apre un nuovo fronte sul fronte delle aree demaniali. Questa volta riguarda l’Albaria Club, storica associazione sportiva palermitana, che rischia di perdere la concessione ottenuta ormai da circa vent’anni.
Secondo quanto riferisce il quotidiano La Sicilia, tutto nasce da un esposto anonimo arrivato alla Capitaneria di porto all’inizio dell’estate. La segnalazione ha portato le forze dell’ordine a effettuare alcuni controlli sull’area utilizzata dal club. Al centro delle verifiche c’è la superficie occupata dall’associazione, che secondo i rilievi della Capitaneria risulterebbe superiore a quella indicata nella concessione.
I militari hanno effettuato due ispezioni. Poi, il 24 settembre, l’Assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente ha comunicato all’Albaria l’avvio del procedimento che potrebbe portare alla decadenza della concessione.
L’amministrazione ha concesso ai vertici del club dieci giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni e spiegare le ragioni delle differenze riscontrate durante i controlli. Il termine scade domenica. A quel punto il dipartimento regionale valuterà le osservazioni dell’associazione e deciderà se procedere o meno con la revoca della concessione.
L’area occupata raggiungerebbe 275 metri quadrati, contro i 224 indicati nella planimetria della concessione. La differenza ammonta quindi a 51 metri quadrati e ha portato l’amministrazione regionale a contestare una presunta irregolarità nell’utilizzo del demanio marittimo.
La questione dei confini e degli accessi non è nuova per l’Albaria. Già nel 2012 il club affrontò un contenzioso legato alla sovrapposizione di alcune concessioni con la Italo-Belga, che gestisce anche una parte del varco di accesso al mare confinante con l’area dell’associazione. Il presidente dell’Albaria, Vincenzo Baglione, difende la posizione del club e sottolinea che il passaggio verso la spiaggia è sempre rimasto accessibile ai bagnanti.
«È sempre stato perfettamente fruibile dai bagnanti – spiega Baglione -. Chi deve fare attività sportiva a ridosso della spiaggia lo deve fare in sicurezza, visto l’affollamento che c’è a Mondello, e nel rispetto della balneazione. All’inizio dell’ispezione, ci siamo accorti insieme alle forze dell’ordine che c’erano discrepanze sui varchi d’accesso confinanti, non solo quello della Italo-Belga ma anche sul corridoio dei natanti».
Un altro elemento della vicenda riguarda il Pudm, il Piano di utilizzo delle aree del demanio marittimo, attualmente all’esame del Consiglio comunale. Il nuovo strumento potrebbe consentire di avviare le gare per nuove concessioni con una durata fino a sei anni.
Secondo Baglione, però, l’attuale versione del Piano non comprende l’Albaria né le attività remo-veliche. Per questo motivo il club ha chiesto una modifica. «Sia l’Albaria sia l’attività remo-velica non compaiono, infatti abbiamo fatto richiesta di modifica».
Il presidente del circolo contesta anche le informazioni che avrebbero preceduto l’ispezione della Capitaneria. «L’ispezione credo sia stata condizionata da informazioni errate ricevute dalla Regione, e di questo c’è contezza perché esistono documenti che parlano chiaro. Stiamo lavorando per le nostre contro osservazioni per far valere le nostre ragioni».
L’Albaria rappresenta una realtà storica dello sport palermitano. Il club nacque negli anni ’80 come scuola di windsurf, tra le prime attività di questo tipo in città, nell’area compresa tra gli stabilimenti della Guardia di finanza e della Italo-Belga. Successivamente l’associazione ottenne una concessione per ampliare gli spazi destinati ai propri tesserati e sviluppò anche una scuola di vela, fino a trasformarsi nell’attuale club sportivo.



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