Christa Pike, l’unica donna attualmente nel braccio della morte del Tennessee, è sopravvissuta al tentativo di esecuzione con iniezione letale. Durante la procedura, le autorità penitenziarie hanno somministrato due dosi di pentobarbital, ma la detenuta non è morta. Il Dipartimento penitenziario del Tennessee ha confermato il trasferimento della donna in una struttura medica esterna.
La procedura ha avuto una durata insolitamente lunga. Pike è rimasta cosciente dopo la somministrazione dei farmaci, parlando e cantando insieme alla propria guida spirituale. Anche dopo la prima dose avrebbe continuato a muoversi e a respirare in modo udibile. Alcuni testimoni hanno riferito di averla sentita respirare ancora a lungo dopo la seconda somministrazione.
Di fronte al mancato esito della procedura, gli avvocati di Pike hanno presentato un’istanza d’urgenza per chiedere alle autorità giudiziarie di fermare l’esecuzione. La difesa ha agito mentre la donna risultava ancora in vita e veniva trasferita per ricevere assistenza medica.
Il Tennessee Department of Correction ha dichiarato di aver seguito il protocollo previsto per l’iniezione letale e ha precisato che le procedure autorizzate non prevedevano ulteriori interventi dopo quelli già eseguiti.
Pike, oggi 50enne, si trova nel braccio della morte del Tennessee dal 1996. I giudici l’hanno condannata per l’omicidio di Colleen Slemmer, commesso nel 1995 quando aveva 18 anni. L’esecuzione avrebbe rappresentato la prima di una donna nello Stato in oltre due secoli.
La vicenda apre ora una nuova fase giudiziaria. Dopo il fallimento della procedura, resta da stabilire quali saranno i prossimi provvedimenti nei confronti di Pike e se lo Stato potrà fissare una nuova data per l’esecuzione.



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