mercoledì, 30 Settembre 2026
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Presentato il programma

Torna a Palermo la Festa dell’Unità: pace all’interno del Pd

Come ogni anno, a Palermo, è tempo di Festa dell’Unità con tre giorni ricchi di dibattiti, cultura e partecipazione popolare. L’iniziativa vuole essere spazio aperto di confronto plurale che mette al centro il lavoro dei volontari, il contributo delle forze sociali e il dialogo tra cittadinanza e istituzioni. Un momento di aggregazione politica e sociale pensato per condividere idee, affrontare i temi cruciali della comunità e tracciare la rotta per il futuro della città.

«La Festa dell’Unità non è un evento che si organizza: è una comunità che si ritrova – dichiara Carmelo Greco, responsabile organizzativo del PD Palermo –. La montano i volontari, la animano i circoli, la riempie la gente. È da sempre la nostra piazza, una festa di popolo dove si discute, si mangia, si ascolta musica e si costruisce un’idea di città».

L’appuntamento rappresenta un passaggio chiave per rafforzare il tessuto democratico locale e consolidare l’alleanza tra le diverse componenti del campo largo. L’ampia adesione di sindacati, associazioni e cittadini dimostra una volontà concreta di costruire un’alternativa solida e inclusiva. Da questo percorso di ascolto e mobilitazione parte la sfida decisiva per trasformare le proposte in un progetto di governo autorevole in vista delle prossime scadenze amministrative.

«Quest’anno – continua Greco – saranno tre giorni, undici panel e tre serate di spettacolo: si parlerà di casa e sicurezza, lavoro e clima, minori ed Europa. Sul palco saliranno quasi sessanta relatori e moderatori, con le istituzioni di ogni livello, dal Parlamento europeo alle circoscrizioni. Con noi ci saranno dodici tra sindacati, associazioni e realtà sociali: CGIL, CISL e UIL insieme, i sindacati degli inquilini, la cooperazione di Legacoop Sicilia, le ACLI, il mondo cattolico. I dibattiti saranno condotti da giornalisti di sette testate, perché la politica deve accettare domande, non solo fare discorsi. A ottant’anni dal primo voto delle donne non ci basta ricordare: vogliamo una democrazia paritaria. E domenica le forze del campo largo siederanno allo stesso tavolo, perché Palermo non si cambia da soli. L’anno scorso oltre novemila persone sono passate dalla Festa: quest’anno vogliamo che ognuna porti un’idea. Partecipare è cambiare: da qui ripartiamo, assieme, per costruire Palermo 2027».

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