martedì, 22 Settembre 2026
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Nella gestione dell’attività avrebbero avuto un ruolo anche i due figli maggiorenni della coppia

Prostituzione in una casa di Lascari, marito e moglie ai domiciliari

I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito oggi un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di una coppia di coniugi, 56 anni lui e 52 anni lei, residenti a Cefalù. Il Gip di Termini Imerese, Erina Cirincione, ha adottato il provvedimento su richiesta della Procura della Repubblica di Termini Imerese.

I due risultano gravemente indiziati, secondo l’ipotesi accusatoria, di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L’uomo dovrà rimanere agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, mentre la moglie dovrà presentarsi periodicamente alla Polizia giudiziaria.

L’indagine nasce dal lavoro dei Carabinieri della Compagnia di Cefalù e, in particolare, della Stazione di Lascari. I militari hanno raccolto gli elementi investigativi attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, immagini delle telecamere di videosorveglianza e numerose testimonianze.

Gli accertamenti avrebbero portato alla luce un’attività organizzata all’interno di un immobile di proprietà della famiglia, a Lascari. I due coniugi avrebbero messo la casa a disposizione di donne che esercitavano la prostituzione, trasformandola di fatto in una casa di appuntamenti.

Nella gestione dell’attività avrebbero avuto un ruolo anche i due figli maggiorenni della coppia, entrambi indagati per lo stesso reato ma non raggiunti da misure cautelari.

I coniugi avrebbero inoltre garantito alle donne diversi servizi di supporto. Tra questi figurerebbero gli spostamenti in automobile, l’acquisto di alimenti e beni di prima necessità e le ricariche di telefoni cellulari e carte prepagate. In cambio, la famiglia avrebbe incassato complessivamente tra i 500 e i 700 euro alla settimana.

Le indagini, iniziate nel novembre 2025 e proseguite fino al maggio 2026, avrebbero permesso di individuare almeno undici donne che, nel corso dei mesi, avrebbero esercitato la prostituzione all’interno dell’immobile. La maggior parte proveniva dal Sud America, in particolare dalla Colombia, e disponeva di regolare permesso di soggiorno.

La casa avrebbe inoltre attirato più di 300 clienti. I numeri raccolti durante l’attività investigativa delineerebbero, nell’ipotesi accusatoria, un’organizzazione stabile e continuativa, con l’alternanza delle donne e una gestione logistica strutturata.

Il Gip di Termini Imerese ha disposto anche il sequestro preventivo dell’immobile, ritenuto funzionale all’attività contestata agli indagati. Le accuse dovranno ora affrontare le successive fasi del procedimento e, come previsto dalla legge, per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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