Una indagine della Direzione distrettuale antimafia di Roma ha portato alla scoperta di una multinazionale della pedopornografia con 1.025 utenti sparsi in 99 Paesi al mondo. Ci sono stati 17 arresti in Italia, tra cui uno a Palermo. I numeri emersi dalle indagini, coordinate dal procuratore della Capitale Francesco Lo Voi, sono spaventosi. 34 mila immagini e oltre 20 mila video a carattere pedopornografico sequestrati, per un totale di circa 282,9 gigabyte di materiale illecito. Le vittime sono tutte giovanissime: individuate anche foto di bambini di appena 4 anni.
Agenti infiltrati
Le indagini hanno preso le mosse da una segnalazione arrivata nel 2024 dall’agenzia statunitense Homeland Security Investigations. Aveva individuato un gruppo privato denominato «New Saga». Attraverso l’analisi di transazioni effettuate in criptovaluta, i poliziotti della Postale sono riusciti a identificare uno degli amministratori del gruppo e ad avviare una complessa operazione sotto copertura. Nel corso di oltre un anno di lavoro, gli agenti sono riusciti a infiltrarsi nei gruppi criminali, conquistando la fiducia degli amministratori. Fino a ottenere ruoli di elevata responsabilita all’interno della rete. Questo ha consentito di monitorare dall’interno le attività dei gruppi, che erano costantemente ricreati con nomi diversi per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.
Uno di questi gruppi veniva chiamato “La Sala dei Re”, a sottolinearne il contesto di potere nel quale gli amministratori dei gruppi Telegram ritenevano di operare. L’organizzazione risultava altamente strutturata e composta da diversi soggetti con compiti specifici. Gestione dei gruppi, promozione delle attività illecite tramite link per attrarre utenti, amministrazione di server e servizi cloud, controllo dei contenuti e sviluppo di strumenti informatici automatizzati per garantire la continuità della rete anche in caso di chiusura dei canali. L’abbonamento mensile costava dai 2 ai 9 dollari. Per rimanere nel gruppo e non essere esclusi, serviva una donazione o la condivisione di materiale illecito, caricando immagini di bambini nudi o sottoposti a violenze sessuali.


