L’inchiesta sulla tragedia che ha sconvolto la sessantottesima edizione della Cronoscalata Monte Erice si allarga e registra importanti sviluppi procedurali. La Procura di Trapani ha infatti iscritto nel registro degli indagati altre quattro persone, portando a cinque il numero totale degli individui sotto i riflettori della magistratura. Ai primi rilievi a carico del pilota Marco Nicoletti, che era al volante della Peugeot 308 TCR numero 54 al momento della fuoripista, si aggiungono ora gli avvisi di garanzia destinati ai vertici dell’organizzazione e ai responsabili della gestione della gara.
Nello specifico, l’attenzione degli inquirenti si è focalizzata sul presidente dell’Aci di Trapani Giovanni Pellegrino, sul direttore di gara Fabrizio Fondacci e sugli incaricati della sicurezza Francesco Molinaro e Francesco Puleo, quest’ultimo delegato alla sicurezza del percorso. Per tutti l’ipotesi di reato contestata è di omicidio colposo, legata al drammatico sinistro nei pressi della postazione nove che è costato la vita ai giovani spettatori Giuseppe Bisconti e Karol Greco, e che ha causato il ferimento del commissario di percorso Mario Marchese.
La notifica degli avvisi di garanzia rappresenta un atto dovuto, indispensabile per permettere alle parti coinvolte di nominare i propri consulenti tecnici e garantire la partecipazione agli accertamenti irripetibili. In quest’ottica, un passaggio fondamentale per chiarire le cause dei decessi sarà l’autopsia disposta sui corpi delle due giovani vittime.
Nel frattempo la Polizia Stradale, sotto le direttive del sostituto procuratore Enrico Zinoni, prosegue l’analisi minuziosa di tutta la documentazione relativa a piani di sicurezza, autorizzazioni e conformità del tracciato. Il punto chiave delle indagini resta la verifica della posizione in cui si trovavano gli spettatori e il commissario al momento dell’impatto. Sebbene le prime ricostruzioni dell’organizzazione indichino che le persone stessero stazionando in una zona rialzata e ritenuta sicura, le verifiche dovranno stabilire se le misure adottate fossero realmente adeguate rispetto alla conformazione del terreno e alle altissime velocità raggiunte dalle vetture da corsa.
Un contributo decisivo per fare luce sulla dinamica dell’incidente potrebbe arrivare dal materiale video già acquisito. Gli inquirenti hanno a disposizione sia le immagini registrate dalla telecamera interna alla vettura di Nicoletti, sia un filmato girato dallo smartphone di uno spettatore presente lungo il percorso. L’esame dei fotogrammi, unito alle perizie tecniche sul mezzo, servirà a confermare o smentire l’ipotesi principale al vaglio dei periti: quella di un improvviso guasto all’impianto frenante dell’auto, avvalorata dall’assenza di segni di frenata sull’asfalto prima del tornante.


