martedì, 8 Settembre 2026
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Il giovane tunisino era nascosto nell'abitacolo di un'Audi A4 partita da Tunisi. La conducente è sotto indagine mentre si attende l'autopsia

Dramma nel traghetto Tunisi-Palermo: 25enne trovato morto in un’auto

Un viaggio intrapreso con la speranza di raggiungere un futuro diverso si è trasformato nell’ennesimo dramma dell’immigrazione, consumatosi questa volta non sulle precarie imbarcazioni dei trafficanti nel Mediterraneo, ma nell’ombra del garage di una nave di linea. Un giovane tunisino dall’età apparente di circa venticinque anni, sprovvisto di documenti d’identità, è stato trovato privo di vita all’interno di un’Audi A4 stivata sul traghetto Auriga della compagnia Gnv, salpato dal porto di La Goulette a Tunisi e giunto a Civitavecchia dopo aver effettuato uno scalo intermedio a Palermo.

Il ritrovamento del corpo e l’intervento delle forze dell’ordine

La drammatica scoperta è avvenuta a metà traversata, quando la proprietaria del veicolo, una connazionale incensurata, è scesa nel ponte garage con la motivazione ufficiale di recuperare un oggetto dimenticato a bordo. Trovatasi di fronte al corpo ormai inanime del ragazzo ha spinto la donna ad allertare immediatamente l’equipaggio della nave. Al momento dell’approdo nello scalo laziale, gli agenti della Polizia di Frontiera marittima sono saliti a bordo per accedere all’area di sosta delle vetture, confermando il decesso del giovane all’interno dell’abitacolo. Tra i pochi oggetti in possesso della vittima è stato recuperato un telefono cellulare, subito posto sotto sequestro per consentire le necessarie analisi tecniche.

Le ipotesi sulle cause del decesso e il ruolo dell’autopsia

L’esame autoptico, predisposto presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico, sarà determinante per stabilire con esattezza le cause della morte. Gli investigatori ipotizzano che il decesso possa essere stato causato da un’improvvisa asfissia o dalle temperature estreme raggiunte nell’automobile chiusa per diverse ore.

Le indagini della squadra mobile e il riserbo degli inquirenti

La posizione della conducente dell’auto è attualmente al vaglio degli inquirenti della sezione Immigrazione della squadra mobile, ai quali la magistratura ha affidato le indagini. Gli investigatori stanno effettuando minuziosi riscontri sulla versione fornita dalla donna per chiarire se si sia trattato di un tentativo isolato di favorire l’ingresso clandestino in Italia di un conoscente o se la vicenda sia riconducibile a dinamiche più complesse. Procura e forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo sullo sviluppo degli accertamenti, in attesa che i rilievi medico-legali forniscano le prime risposte certe sulla tragedia.

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