In pieno centro storico a Palermo, a pochi passi da via Maqueda, le immagini registrate in via Napoli mettono in dubbio la corretta gestione della raccolta differenziata cittadina da parte di due operatori Rap.
Nella mattinata del 22 agosto 2026, una videoripresa ha immortalato gli operatori della società di gestione dei servizi ambientali mentre prelevavano e riversavano all’interno del medesimo vano dello stesso compattatore rifiuti in plastica, carta e metalli, precedentemente collocati nelle postazioni dedicate. Le riprese documentano il passaggio del mezzo di servizio tra le postazioni riservate alla frazione organica e al materiale residuo, evidenziando il convogliamento indistinto delle diverse tipologie di materiale differenziato all’interno dell’unico cassone del veicolo.
L’episodio ha fatto scattare la reazione del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Antonino Randazzo, vicepresidente della Quarta Commissione Consiliare, che ha formalizzato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata all’amministrazione cittadina per chiedere conto dell’operato dell’azienda di igiene ambientale. L’esponente politico sollecita una verifica sulle motivazioni che hanno portato a tale scelta operativa, chiedendo di chiarire se si sia trattato di una decisione della società o della presenza di conferimenti errati e contaminati da parte delle utenze, e invoca l’individuazione delle responsabilità per il mancato rispetto della catena della differenziata.
La vicenda riporta sotto i riflettori anche lo stato delle strutture tecnologiche posizionate nella via. La presenza dei cassonetti intelligenti continua infatti a suscitare vivaci proteste da parte dei residenti e dei commercianti della zona per via dei disagi legati al decoro urbano e alla viabilità. Nonostante una disposizione sindacale firmata da Roberto Lagalla a metà giugno avesse sollecitato con urgenza il riposizionamento delle postazioni in un sito più consono, e a fronte di una nota dell’Assessorato alle Attività Produttive che annunciava diffide per le imprese del Patto Civico e istanze all’Ufficio Mobilità Urbana, i contenitori risultano ancora allocati nella sede originaria. Con il nuovo atto ispositivo si chiedono risposte precise sulle tempistiche dell’eventuale spostamento e sull’effettivo ammontare delle sanzioni applicate dalla Polizia Municipale e dagli uffici competenti per le violazioni delle ordinanze vigenti.



