martedì, 11 Agosto 2026
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Utilizzano carta compatibile e inseriscono elementi che imitano quelli originali, dal logo dell’Amat al QR code, fino alla data

Truffa a Palermo, in giro falsi biglietti Amat

A Palermo torna a far discutere una truffa sui biglietti dell’Amat. Da alcuni mesi, al capolinea dell’806 in piazza Croci, alcune persone si presentano con la polo azzurra dell’azienda e si spacciano per operatori autorizzati. Il loro obiettivo è vendere ai passeggeri titoli di viaggio contraffatti, soprattutto ai turisti che arrivano in città e cercano un biglietto giornaliero.

Il prezzo resta quello ufficiale: 3,50 euro. La differenza, però, finisce interamente nelle tasche dei truffatori. I finti operatori intercettano i visitatori prima della salita sul bus e, alla domanda su dove comprare il ticket, propongono direttamente un giornaliero. Tirano fuori dalla tasca il biglietto e concludono rapidamente la vendita.

Il raggiro emerge quando entrano in azione i controllori. Durante le verifiche, gli addetti Amat scansionano il QR code presente sul titolo di viaggio e possono scoprire immediatamente l’anomalia.

In alcuni casi il sistema segnala che il biglietto risulta già utilizzato, anche con una data di convalida risalente a settimane prima. In altri, invece, il codice non restituisce alcuna informazione.

I truffatori riescono a realizzare i falsi ticket utilizzando materiali e strumenti facilmente reperibili. I normali biglietti acquistati alle fermate o direttamente a bordo escono da un Pos e dalla relativa stampante, con un aspetto simile a quello di uno scontrino. La banda riproduce lo stesso formato in autonomia. Utilizzando carta compatibile e inserendo elementi che imitano quelli originali, dal logo dell’Amat al QR code, fino alla data.

Una volta preparati, i biglietti finiscono nelle mani dei clienti come se fossero autentici. Il guadagno individuale resta contenuto, appena 3,50 euro a transazione, ma la vendita ripetuta di decine o centinaia di ticket può trasformare il piccolo raggiro in un’attività decisamente redditizia.

I turisti rappresentano un bersaglio particolarmente facile. Spesso non conoscono le modalità di acquisto dei titoli Amat e si affidano a chi appare come un dipendente dell’azienda. Il problema emerge soltanto al momento del controllo a bordo, quando il QR code permette di verificare l’effettiva validità del biglietto.

La vicenda, riportata dal Giornale di Sicilia, riporta così l’attenzione sui controlli e sulla necessità di acquistare i titoli di viaggio esclusivamente attraverso i canali ufficiali.

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