Con l’arrivo della stagione estiva, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo ha intensificato i controlli nelle aree della movida e nelle località a maggiore afflusso turistico del capoluogo e della provincia. L’attività ispettiva ha portato alla luce numerose violazioni fiscali e lavorative, soprattutto da parte di attività abusive e di esercizi sorti in occasione dei principali eventi cittadini.
Nel centro storico, i militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano hanno controllato 26 esercizi commerciali, scoprendo 85 lavoratori impiegati senza regolare contratto e quindi privi delle tutele previste dalla legge.
Le verifiche hanno riguardato anche il rispetto degli obblighi fiscali. I finanzieri hanno contestato 232 violazioni, tra cui 51 per la mancata installazione dei registratori di cassa e 35 richieste di apertura d’ufficio della partita Iva. Molti degli operatori controllati svolgevano l’attività in modo abusivo nelle zone della movida o durante eventi molto partecipati, come il concerto del 29 giugno e il Festino di Santa Rosalia, creando concorrenza sleale ai commercianti regolari.
Durante i controlli, svolti con il supporto del personale di e-distribuzione, le Fiamme Gialle hanno inoltre scoperto tre furti di energia elettrica, con un danno economico stimato in oltre 150 mila euro.
Il resto della provincia
Le ispezioni hanno coinvolto anche il resto della provincia, in particolare Terrasini, Cinisi, Capaci, Isola delle Femmine, Partinico e Borgetto. I finanzieri hanno verificato la posizione di attività di ristorazione, officine meccatroniche, supermercati, cinema, imprese edili e discoteche. Nel corso degli accertamenti hanno identificato centinaia di lavoratori e ne hanno trovati 64 completamente in nero. In diverse aziende oltre la metà del personale lavorava senza contratto. Tra i dipendenti irregolari figuravano anche cinque percettori dell’Assegno di Inclusione.
Alla luce delle violazioni accertate, la Guardia di Finanza ha trasmesso gli atti all’Ispettorato del Lavoro, che valuterà la sospensione di dieci attività commerciali. Per i datori di lavoro sono previste sanzioni comprese tra 2.500 e 5.000 euro, poiché la quota di lavoratori irregolari superava il 10% del personale impiegato.
In alcuni casi gli ispettori hanno accertato anche il pagamento in contanti delle prestazioni lavorative dei dipendenti in nero. Questa ulteriore violazione ha fatto scattare sanzioni per quasi 220 mila euro.



