Grande l’attesa per il pubblico che lo ha amato per le sue precedenti fatiche letterarie. Così, l’arrivo, alle 18 di martedì 23 giugno in piazzetta Bagnasco di Ugo Barbara con il suo ultimo romanzo “La mala notte”, edito da Rizzoli, è da considerare un vero evento. Anche perché è il terzo capitolo della saga dei Montalto, che segue i precedenti romanzi “I Malarazza” e “Malastrada”.
Un’attesa carica di aspettative anche in virtù del fatto che si tratta di una prima nazionale, alla cui riuscita contribuiranno senza dubbio anche due volti noti al pubblico palermitano e non solo come Marina Turco e Stefania Petyx, pronte a dialogare e stuzzicare l’autore sul proseguo di una storia che riserva ancora tante sorprese.
Il libro
L’Avana, 1957. Da generazioni i Montalto-Scudera costruiscono e ricostruiscono il proprio impero trasformando ogni sfida imprenditoriale in una questione di famiglia: prima nelle campagne assolate della Sicilia, poi alla conquista di New York. Ora, sotto le luci accecanti del Gran Atlántico, l’alta società cubana balla sull’orlo del baratro. Gaetano Scudera è il re indiscusso di questo paradiso artificiale: erede della dinastia e arrivato sull’isola anni prima, ha innalzato un dominio di hotel di lusso e casinò stringendo patti di sangue con la mafia americana e il regime di Batista.
Cuba sembra una festa destinata a non finire mai, ma l’aria è carica di tensione. Mentre dalle foreste della Sierra Maestra si alza il fumo della rivoluzione castrista, il vero pericolo per Gaetano si annida all’interno della sua stessa casa. All’ombra del potere paterno, i figli nascondono segreti inconfessabili: c’è chi cerca una via di fuga da un cognome che soffoca, e chi si lascia sedurre dal brivido oscuro della sovversione, scivolando in una doppia vita letale.
Quando la musica si ferma e le strade si infiammano, la famiglia Scudera dovrà decidere quanto è disposta a sacrificare per non perdere tutto. Con un ritmo bruciante e terribile, “La mala notte” è un’epopea straordinaria: una storia di cadute e redenzione, dove i legami di famiglia si rivelano la più crudele delle condanne.
L’autore
Ugo Barbàra (1969) è scrittore, giornalista e sceneggiatore. Ha scritto, tra gli altri, In terra consacrata (Piemme, 2009), candidato al Premio Strega, e Le mani sugli occhi (Piemme, 2011) candidato al Premio Scerbanenco. Questo è il suo primo romanzo per Ri


