martedì, 16 Giugno 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Contestato ai nove lavoratori Reset il reato di truffa aggravata in concorso, mentre due di loro devono rispondere anche di peculato

Reset, timbravano ma non lavoravano: nove dipendenti sotto inchiesta

La Polizia di Stato ha eseguito questa mattina un’ordinanza che impone l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria nei confronti di nove dipendenti di Reset, la società partecipata del Comune di Palermo che cura il verde pubblico cittadino. L’operazione conclude un’indagine della DIGOS della Questura di Palermo, coordinata dalla Procura della Repubblica guidata dal procuratore Maurizio De Lucia.

Il giudice per le indagini preliminari Emanuela Carrabotta ha emesso il provvedimento su richiesta del sostituto procuratore Eugenio Faletra. Gli investigatori contestano ai nove lavoratori Reset il reato di truffa aggravata in concorso, mentre due di loro devono rispondere anche di peculato. Gli agenti hanno inoltre notificato un’informazione di garanzia a un altro dipendente, anch’egli coinvolto nell’inchiesta per presunti episodi di assenteismo.

La DIGOS ha condotto l’attività investigativa attraverso servizi tecnici, videoriprese installate in punti strategici e numerosi servizi di osservazione e pedinamento. Le indagini hanno permesso di ricostruire una rete di rapporti e complicità tra gli indagati che, secondo l’accusa, avrebbe consentito di mettere in atto un sistema di assenteismo sistematico ai danni della società. I dipendenti si sarebbero allontanati dal lavoro durante l’orario di servizio e coprivano le assenze con false attestazioni di presenza, grazie anche alla collaborazione di alcuni colleghi.

Particolarmente grave risulta la posizione di uno degli indagati che, oltre a ricoprire il ruolo di rappresentante sindacale e capo squadra, avrebbe dedicato gran parte dell’orario lavorativo ad attività personali, utilizzando impropriamente anche l’auto di servizio. L’Autorità giudiziaria ha infine informato il datore di lavoro delle misure cautelari adottate, affinché possa effettuare le valutazioni e assumere gli eventuali provvedimenti di competenza.

19.3 C
Palermo

Seguici sui social