giovedì, 28 Maggio 2026
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La dichiarazione di Maria Angioni e l'appello di Toni Pipitone

Caso Denise Pipitone, spunta una traccia di sangue mai approfondita

A quasi ventidue anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, il caso torna al centro dell’attenzione pubblica con nuovi interrogativi e possibili sviluppi investigativi. Durante la trasmissione “Scomparsi”, andata in onda sul canale Fatti di Nera, Maria Angioni ha rilanciato dubbi pesanti sulle indagini svolte negli anni.

L’ex magistrato, presente nelle prime fasi dell’inchiesta, ha puntato il dito contro alcuni elementi che gli investigatori non avrebbero approfondito adeguatamente. Tra questi compare una traccia di sangue trovata in un luogo considerato cruciale per il caso.

«Un foglio, una lettera anonima, un verbale magari di accesso agli atti, in cui per esempio emerga del sangue in un luogo importante e che non è stato sviluppato, non risultano gli atti di sviluppo, su quello bisogna lavorarci – ha spiegato Angioni durante il programma -. Non si può ignorare perché non serve per la tua tesi. Non tenere conto di tante cose è un lavoro mal fatto, sciatto».

Le dichiarazioni dell’ex magistrato riportano sotto i riflettori le presunte falle investigative che hanno accompagnato il caso della bambina scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004.

Secondo quanto emerso in trasmissione, quella traccia ematica potrebbe collegarsi a un nuovo testimone individuato a Milano. Questo elemento avrebbe riaperto la cosiddetta “pista originaria”, anche se molti dettagli restano ancora coperti dal segreto investigativo.

Rimane però un interrogativo fondamentale. Chi ha lasciato quel sangue? E per quale motivo nessuno avrebbe disposto un esame del DNA? Domande che continuano ad alimentare dubbi e sospetti. Alla domanda su eventuali ostacoli incontrati durante le ricerche di Denise, Angioni ha risposto senza esitazioni. «Sì, secondo me sì, in questo momento noi crediamo in un aiuto delle istituzioni».

Nel corso della puntata è intervenuto anche Toni Pipitone, padre della bimba, che ha parlato di possibili novità nelle attività investigative seguite dal team legale della famiglia. «Facciamo lavorare gli avvocati e tutti quelli che stanno collaborando per adesso per arrivare a questa grandissima novità. Entro fine dell’anno penso che qualcosa si saprà di buono. Almeno una prima verità, visto che in tutti questi anni non c’è stato nulla» ha dichiarato.

Infine, Toni Pipitone ha rivolto un nuovo appello a chiunque conosca dettagli utili sulla sorte della figlia. «Mi rivolgo a queste persone che hanno fatto questo atto orribile… che diano la possibilità di ritrovare una pista, qualcosa che mi riporti a mia figlia, sapere come sta, dove sta, magari poterla abbracciare. Ci sono tanti modi».

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