venerdì, 5 Giugno 2026
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Festa comune tra i due quartieri con celebrazione eucaristica, canti e balli

Palermo, da Zen e Kalsa un appello di speranza nel nome di San Filippo Neri

PALERMO – Dai quartieri dello Zen e della Kalsa, uniti dallo stesso spirito di comunità e riscatto sociale nel nome di San Filippo Neri, è partito un appello rivolto all’intera città di Palermo. A promuoverlo sono stati i parroci don Giovanni Giannalia e don Giuseppe Di Giovanni, che hanno suggellato un simbolico gemellaggio in occasione della festa liturgica del compatrono del capoluogo siciliano.

«Bisogna ridare speranza agli abitanti dello Zen, che devono potersi identificare nel nome di San Filippo Neri», hanno dichiarato i due sacerdoti. «Rivolgiamo un appello ai politici, ai giornalisti e a tutti i cittadini affinché si smetta di identificare questa realtà soltanto come “Zen”. Tornare a chiamarlo San Filippo Neri significa restituirgli dignità e farne un quartiere pilota per la rinascita e la trasformazione di Palermo».

L’Oratorio Vivo, la Compagnia dell’Immacolata e San Filippo Neri e l’associazione culturale Identità Giovane hanno promosso un intenso momento di comunione culminato con la Messa solenne celebrata nella parrocchia di San Filippo Neri allo Zen, alla presenza dell’assessore comunale alle Attività sociali e socio-sanitarie, Domenica Calabrò.

La figura del santo fiorentino, che nel Cinquecento rivoluzionò l’approccio educativo aiutando i giovani a riscoprire il senso della vita, è stata il filo conduttore dell’intera giornata. La sua “pedagogia della grazia” — fondata su una catechesi semplice, sulla familiarità con la Parola di Dio, ma anche sull’arte, sulla musica e sulla gioia dello stare insieme — rappresenta ancora oggi uno strumento straordinariamente attuale per contrastare il disagio sociale e la solitudine.

La chiesa di San Filippo Neri si è riempita di fedeli e di colori in occasione della concelebrazione liturgica. Al termine della Messa, don Giuseppe Di Giovanni ha donato a don Giovanni Giannalia un calice per la celebrazione eucaristica, simbolo concreto del legame tra la Kalsa e lo Zen.

«Ogni anno il Comune di Roma offre, durante il pontificale del 26 maggio in onore del compatrono della città, un calice alla comunità dei Padri Oratoriani della Chiesa Nuova», ha spiegato don Giuseppe. «Oggi vogliamo portare anche a Palermo questa tradizione. Quest’anno è la Kalsa a donare il calice; magari, nei prossimi anni, sarà la stessa amministrazione comunale a raccogliere e custodire questo simbolo di comunione».

La festa è poi proseguita nel teatro parrocchiale, dove i bambini del quartiere si sono esibiti tra canti e balletti sulle note di “Paradiso, Paradiso”, mantenendo viva quell’atmosfera di gioia e fraternità tanto cara a San Filippo Neri. La serata è stata impreziosita anche dall’esibizione dell’artista siciliano Ivan Fiore.

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