In occasione dell’incontro di ieri tra la RSU UIL dell’ASP di Palermo, sono state rappresentate le criticità del sistema HCM, la software house che al di là dei limiti, nell’elaborazione degli stipendi, ha messo a nudo la verità sul nuovo contratto – lo dicono in una nota il coordinatore regionale delle Asp Uilfp Salvatore Amato e il segretario Generale Uilfp Sicilia Totò Sampino che osservano – per mesi, altri sindacati hanno costruito una narrazione trionfalistica, parlando di aumenti significativi, di miglioramenti concreti, di svolte storiche.
“Una campagna martellante, accompagnata da accuse nei confronti della nostra organizzazione sindacale, dipinta come un soggetto “contro i lavoratori” per non aver firmato quel contratto. Oggi, però, non servono più slogan. Parlano i numeri, le buste paga e parlano, soprattutto, i lavoratori. Gli aumenti promessi nella migliore delle ipotesi sono impercettibili, completamente assorbiti da un’inflazione che continua a erodere il potere d’acquisto.
Altro che svolta: si tratta di un’illusione che si è dissolta alla prova dei fatti. E allora la domanda è inevitabile: chi ha davvero tutelato i lavoratori? Chi ha scelto di non firmare un contratto ritenuto insufficiente, subendo attacchi e accuse, oppure chi ha firmato e poi raccontato una realtà che oggi si dimostra lontana anni luce dalla verità?
La nostra organizzazione sindacale nelle assemblee e nelle piazze, ha battuto i pugni proprio per evitare questo scenario. Non per ostacolare, ma per proteggere, non per creare divisioni ma per chiedere condizioni dignitose e realmente migliorative.
Oggi, a sei mesi dalla firma, i fatti parlano chiaro. E i fatti non si possono smentire con la propaganda. Perché i lavoratori non hanno bisogno di promesse: hanno bisogno di verità, trasparenza e risultati concreti. La realtà è sotto gli occhi di tutti – concludono – e questa volta, non può essere nascosta”.

