Nel pieno della pandemia, a ottobre 2020, il Consiglio comunale guidato dall’amministrazione di Leoluca Orlando approvò il regolamento antievasione. Quel provvedimento introdusse sanzioni severe contro i commercianti morosi. Sospensioni temporanee e, nei casi più gravi, revoche delle licenze. Grazie a questo sistema, il Comune riuscì a recuperare circa 15 milioni di euro tra Imu e Tari non versate.
Dopo un anno di contenzioso, però, il Consiglio di giustizia amministrativa ha cancellato il regolamento, confermando quanto aveva già stabilito il Tar. La decisione potrebbe innescare una serie di nuovi ricorsi.
La giunta di centrosinistra aveva varato il regolamento mentre definiva il piano di riequilibrio dei conti, basandosi su una norma del Decreto crescita 2019. Il testo prevedeva un sistema progressivo di sanzioni.
Quando lo sportello delle attività produttive individuava debiti superiori a mille euro, imponeva prima il pagamento entro 60 giorni, anche a rate. In caso di mancato saldo, scattava una chiusura di 90 giorni. Se l’irregolarità persisteva, il Comune procedeva con la revoca della licenza.
Proprio questo meccanismo ha portato all’annullamento. Gli avvocati Giovanni Puntarello e Riccardo Costa, dello studio Legalit, hanno difeso la società Serenissima Srl, che aveva subito prima la sospensione e poi la revoca dell’attività.
Secondo i giudici, il regolamento contrasta con la legge. Il decreto governativo consente solo di negare nuove licenze, non di sospendere o revocare attività già autorizzate. I legali hanno inoltre evidenziato la violazione del principio di irretroattività e l’introduzione di sanzioni sproporzionate, capaci di limitare la libertà d’impresa senza considerare eventuali pagamenti o percorsi di regolarizzazione.
Ora cresce il timore di ricorsi a catena. Il Comune ha sospeso solo cinque licenze, ma ha applicato decine di sanzioni, recuperando comunque 15 milioni di euro in una città dove l’evasione di Imu e Tari resta molto elevata.
L’assessore Giuliano Forzinetti sottolinea che l’amministrazione ha sempre cercato collaborazione con chi voleva mettersi in regola, puntando a difendere i conti pubblici senza penalizzare le imprese. Intanto, i legali della Serenissima Srl preparano una richiesta di risarcimento per i danni causati dalla chiusura forzata. Altri operatori economici potrebbero seguire la stessa strada.
«Si chiude una pagina negativa per il Comune di Palermo», afferma Puntarello, che contesta l’idea di aumentare le entrate impedendo alle imprese di lavorare. Anche Confimprese Palermo accoglie con favore la sentenza. Il presidente Giovanni Felice ribadisce la necessità di strumenti più equi. La lotta all’evasione resta fondamentale, ma richiede misure proporzionate e sostenibili.

