Una passante innocente colpita mentre andava a fare la spesa: è la seconda persona ferita nella sparatoria avvenuta giovedì pomeriggio in via Montalbo: una donna di 67 anni, M.M., residente in via Persano, è stata raggiunta da due proiettili vaganti mentre camminava sul marciapiede.
La donna era uscita da casa per le commissioni quotidiane quando, a pochi metri dalla macelleria all’angolo con via Marvuglia, è stata centrata da un proiettile e da un secondo colpo rimbalzato. L’obiettivo dei sicari era il 37enne pregiudicato Danilo D’Ignoti, ma la pioggia di fuoco ha finito per colpire chi non aveva nulla a che vedere con quella violenza. Soccorsa immediatamente dai passanti, la 67enne è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Villa Sofia, dove si trova ricoverata nel reparto di chirurgia con ferite ad una gamba.
Intanto le indagini della squadra mobile si concentrano sulla ricostruzione della dinamica dell’agguato. Le testimonianze raccolte e le immagini delle telecamere di sorveglianza stanno contribuendo a delineare un quadro sempre più preciso. Un elemento appare già chiaro agli investigatori: il collegamento diretto con un’altra sparatoria avvenuta in via Don Minzoni.
Il filo rosso che unisce questi episodi sembra essere il traffico di droga. Danilo D’Ignoti, già noto alle forze dell’ordine, in passato è stato accostato a contesti legati allo spaccio per il clan dell’Acquasanta. Coinvolto nel processo “Mani in pasta” sul mandamento di Resuttana, era stato assolto in appello. Gli inquirenti lo descrivono come una figura marginale, un “pesce piccolo” che potrebbe aver accumulato debiti nel giro dello stupefacente, elemento che avrebbe scatenato la reazione violenta.
A destare particolare allarme è però la modalità con cui è stato condotto l’assalto più recente. In via Don Minzoni, contro un edificio e una Fiat 500 Abarth, sono stati esplosi oltre trenta colpi di arma lunga. Sul posto sono stati trovati numerosi bossoli calibro 7,62, compatibili con l’uso di un fucile automatico tipo kalashnikov, già impiegato in altri tre attacchi registrati in città negli ultimi due mesi.
Gli accertamenti balistici, affidati ai Ris e alla polizia scientifica, dovranno chiarire se le armi utilizzate siano le stesse impiegate negli attentati del 21 marzo contro il deposito della Sicily by Car in via San Lorenzo, del 9 aprile all’autorimessa di Tommaso Natale e del 25 aprile contro il ristorante Brigantino a Sferracavallo.
Se così non fosse, lo scenario diventerebbe ancora più preoccupante: almeno due gruppi distinti, armati e pronti a sparare in pieno giorno e in mezzo alla gente con armi “pesanti”.

